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 2011  dicembre 07 Mercoledì calendario

Lezione numero 7. Natale informale – Cioè come sopravvivere all’organizzazione del pranzo natalizio in pieno relax (ammesso che sia quello che volete davvero)

Lezione numero 7. Natale informale – Cioè come sopravvivere all’organizzazione del pranzo natalizio in pieno relax (ammesso che sia quello che volete davvero). Lo dico perché vorrei sfatare due miti: il primo, che la tavola informale non possa essere bella tanto quanto la formale. Il secondo, che a Natale ci sia davvero qualcuno che vuole rinunciare alla “tavola magnifica”, ossia la tavola di tutte le tavole, quella con la quale dare sfoggio di bravura e organizzazione (prendendosi applausi finali). Perché, diciamocelo, è un po’ come quando si chiede ad una ragazza quale abito da sposa vorrebbe: la prima risposta è “molto semplice ed elegante” ma poi si compera prevalentemente quello a meringa (anni di esperienza collaborando con Vogue Sposa, giusto se vi chiedete da dove tiro fuori questa informazione). Quindi, sfatiamo questo mito e concediamoci un Natale meraviglioso in ogni caso, proprio come lo abbiamo sempre sognato. E’ la nostra occasione, ragazze! Natale è l’occasione in cui vogliamo fare la nostra miglior figura. Allora sappiate che questo costerà tempo e fatica! Il risultato vi ripagherà certamente. La tavola di Natale può essere informale. E può essere anche un buffet (lezione numero 8, prossimamente) se siete in troppi per stare tutti seduti. Ma ci sono regole di stile che occorre conoscere per poter prendere le decisioni giuste. Quali? Prima regola: la tavola informale è bella ed elegante tanto quella formale. Solo, è più semplice da organizzare e da fruire. È la soluzione che consiglio a chi prepara un Natale in campagna o in montagna, perché potrà creare una bellissima tavola senza dargli la pretesa della formalità. La tavola informale è anche più “rustica” spesso, e perciò si adatta bene a questi ambienti. Può accogliere piccoli vasetti con fiori e bacche, edera lunga lasciata correre da un capo all’altro o utilizzata per creare un cerchio intorno al piatto, segnaposto fatti con la frutta. La tovaglia sulla tavola informale può avere colori più intensi (rosso, verde, blu) e anche decori tipici (scozzese, ricamata con le renne, stampata) ma può anche essere sostituita con delle tovagliette o, meglio ancora, dei runners in stoffa. Sono lunghe strisce di stoffa rettangolari, che si posizionano a cavallo della tavola (quadrata o rettangolare, non si può fare con la rotonda). Ce ne sono di bellissimi in lino, cotone e persino velluto. Io ne possiedo due in eco pelliccia che mi piace tantissimo usare a dicembre, e che abbino a semplici americane di lino comperate all’IKEA tanti anni fa. I tovaglioli, in questo caso, possono essere non coordinati ai runners. Sceglieteli comunque di stoffa (i tovaglioli di carta a volte sono meravigliosi e certamente utili e utilizzabili, ma Natale non mi piacciono, almeno non a cena o a pranzo.) Posizionateli, piegati in due a rettangolo, a sinistra delle forchette. I tovaglioli così disposti cadranno fuori dal runner, va benissimo. Potete metterli anche al centro dei piatti. L’apparecchiatura informale fa a meno del sottopiatto. Il piatto si posiziona quindi direttamente sulla tovaglietta o sul runner. La stoffa dell’una o dell’altro dovrebbe essere ampia abbastanza da poter far appoggiare anche le posate. Coltelli a destra, con la lama sempre verso il piatto. Cucchiai a destra. Forchette a sinistra. Sulla tavola informale non ha senso che ci siano più di 4 posate al momento in cui ci si siede. Quindi: una forchetta per l’antipasto (che si deve servire in modo che gli ospiti NON debbano usare il coltello). Un cucchiaio per il primo (ad esempio) e poi una forchetta e un coltello per il secondo.Se il primo non prevede il cucchiaio, apparecchiate comunque 2 forchette (non 3) e poi ritirate quella dell’antipasto con i piatti e portate una forchetta pulita con il primo. Poiché la tavola informale dovrebbe essere scelta anche per la sua praticità, potrebbe essere utilissimo in questo caso servire l’antipasto come aperitivo in piedi, e mettersi poi a tavola direttamente con il primo. Ma lascio a ciascuno la scelta. Indubbiamente, come si fa per la tavola formale, anche su quella informale le posatine da dessert e frutta arrivano sulla tavola dopo che si è provveduto a sparecchiare il secondo piatto con i suoi contorni. Bicchieri. Se la tavola è informale ne basteranno due: uno per l’acqua e uno per il vino. Un terzo bicchiere per le bollicine (la classica flûte o la coppa) non stonerà comunque, ma darà anzi un’aria di festa. Non ci sarà invece il piattino per il pane, quindi il pane sarà appoggiato dagli ospiti direttamente sulla tovaglietta o sul runner, a sinistra del piatto, in alto. L’acqua e il vino sono serviti in caraffe e brocche, ancora più belle se spaiate ma abbinate ad arte. È necessario prevederne comunque sempre almeno una ogni 4/6 ospiti, sia per non doversi alzare spesso a riempirle, sia per agevolare i commensali (che avranno la caraffa vicino al loro posto). Sulla tavola informale il centrotavola è spesso assente, ma si usano al suo posto decorazioni con fiori, rami, candele e altro – più piccole ma comunque deliziose, sparpagliate sulla tavola in modo aggraziato. Per olio, aceto e condimenti si metteranno comunque contenitori specifici. Qual è la vera differenza tra la tavola formale e quella informale? Informale non significa trascurato, ma solo “più rilassato”. È la tavola che apparecchio quando non voglio avere pressioni e desidero alzarmi il meno possibile; quando le persone che siedono a quella tavola non sono lì per un’esperienza di stile, ma per godere della convivialità del buon cibo. La tavola informale è meno geometrica e più leggera. Meno “piena” e più colorata. Si può concedere spazi vuoti che la rendano comoda. Non confondete formale con tradizionale, sono due cose diverse. La tavola tradizionale è quella che si apparecchia seguendo le regole di una volta, quella formale è quella che si apparecchia secondo le regole del galateo. Possono non coincidere.