Sergio Bocconi, Corriere della Sera 09/12/2011, 9 dicembre 2011
IL BOCCONIANO CHE CASTIGA IL CREDITO — È
il 3 febbraio 2011: l’Europarlamento dà il via libera alla nomina dei responsabili delle nuove autorità di vigilanza finanziaria. E l’italiano Andrea Enria riceve 530 voti a favore per la presidenza dell’Eba, la European banking authority (Autorità bancaria europea). Forse nemmeno lui quel giorno si immaginava quanto sarebbe diventata «calda» la poltrona che aveva conquistato con largo consenso. E nemmeno poteva preventivare che a «infuriarsi» di più con lui sarebbero stati proprio i banchieri italiani.
Andrea Enria, 50 anni, spezzino, ha in curriculum la laurea alla Università Bocconi e poi il master a Cambridge. Arriva all’Eba dalla Banca d’Italia, dov’era responsabile del servizio normativo e di vigilanza. In precedenza ha già avuto esperienze comunitarie: è stato fino al 2004 alla Bce a Francoforte e ha poi assolto le funzioni di segretario generale del Cebs, il Comitato intergovernativo di coordinamento delle autorità nazionali di supervisione, che ha rappresentato l’embrione da cui è appunto nata l’Eba.
Non appena nominato ha lanciato «messaggi» che i banchieri italiani avevano considerato incoraggianti. Per esempio parlando proprio di requisiti patrimoniali, Enria ha indicato l’esistenza di «sperequazioni molto importanti» nella stessa definizione di capitale. «In dieci anni di innovazione finanziaria si è arricchita di strumenti ibridi e non sempre abbastanza solidi. In alcuni Paesi questi venivano ammessi tra le componenti patrimoniali, in altri no. Il risultato è stato una forte distorsione della concorrenza», parole accolte con favore in Italia dove Via Nazionale è sempre stata la più severa nel restringere la definizione di capitale. E all’Eba sarebbe dunque toccato «definire standard uguali per tutti».
Dal suo ufficio al diciottesimo piano della Tower 42, nel cuore della City londinese, tutto vetri e open space, Enria è stato messo nel mirino in marzo da Financial Times e Wall Street Journal che prospettavano un certo «lassismo» nella preparazione dei nuovi stress test. Ma il «guardiano» dell’Eba ha replicato: «Saranno più severi di quelli dell’anno scorso». E dopo le contestazioni sulle richieste di nuovi cuscinetti di capitale in particolare per le banche italiane, «piene» di Bot e Btp, Enria ha confermato di essere «irremovibile»: «Non stiamo chiedendo agli istituti di ricapitalizzarsi così per caso». E «non per caso» ha fatto il bis.
Sergio Bocconi