Roberto Giardina, Italia Oggi 9/12/2011, 9 dicembre 2011
L’EUROPA GOVERNATA DALLA GERMANIA?
Vivo nella capitale del IV Reich e non me ne sono accorto. Meno male che leggo i giornali britannici, francesi, americani, in carta o online, e anche gli articoli di qualche collega e compatriota, che mi aprono gli occhi. Sono nel cuore del regno del male, nel castello della Strega Cattiva, che non ha l’aspetto da maliarda alla Walt Disney, ma l’aria materna di Angela.
Le streghe, si sa, o si dovrebbe sapere, sono infide. La Merkel vuol conquistare l’Europa, e domani il mondo.
Per una volta il Times va d’accordo con Le Monde. Quasi un secolo fa ci tentò l’ultimo Kaiser Guglielmo II. Il Führer riuscì a far sventolare la svastica sulla Tour Eiffel, ma non ce la fece a Westminster. Dove fallirono i panzer di Adolf avranno successo gli euro della Cancelliera. Non conquista il vecchio continente con le divisioni delle SS, ma se lo compra, ammoniscono concordi francesi e britannici.
Nulla di nuovo. Quando cadde il «muro», Helmut Kohl, su consiglio del capo della Deutsche Bank, l’amico fraterno Alfred Herrhausen, chiese a Gorbaciov «Was kostet?». E si comprò la Germania Est a prezzo di saldo, per la cronaca 4 Deutsche Mark a metro quadrato, un paio di euro. La moneta unica, ammoniscono gli storici, era un’idea del Führer, che aveva già predisposto i piani per introdurla nei territori occupati. È vero, ma prima di lui ci aveva fatto un pensierino Napoleone. E le monete romane si continuano a trovare negli scavi a Madrid, o a Colonia.
I caricaturisti non dimostrano eccessiva fantasia e appiccicano i baffetti di Hitler, o di Chaplin, sotto il naso della bionda prussiana. Oppure la ritraggono in calze nere all’Angelo Azzurro con frusta in pugno. Siamo scesi al livello dei polacchi gemelli Kaczynski che, insofferenti dei richiami di Berlino, pretendevano da Bruxelles alle elezioni europee di far votare anche i morti vittime dei panzer con la croce uncinata. E la Merkel, per loro aveva i baffetti e l’elmo chiodato.
«Die ganze Welt gegen Angela», intitola «Der Spiegel», il mondo contro la signora. Non è la prima volta. Quando cadde il «muro», la Lady di Ferro era contraria alla riunificazione. Hanno perso la guerra, che vogliono? Chiedeva la Thatcher. Andreotti confessava: «Amo tanto la Germania che ne preferisco due». Da queste parti non lo hanno dimenticato, come noi ancora siamo offesi per la copertina dello «Spiegel» con il revolver sugli spaghetti fumanti. Time e Newsweek (ho conservato le copertine) pronosticavano la nascita del IV Reich, per l´appunto, sommando esercito della BRD, all’ovest, con quello della DDR, all’est. Invece di fare la sottrazione. La Germania capitalista rischiò la bancarotta per pagare i debiti dei fratelli orientali.
Se la cavarono, come oggi sono stati i primi a uscire dalla crisi. Tre anni fa, sempre Angela conquistò il soprannome di «Madame Non» perché non seguiva i partner europei e disse: mentre vi mettete d´accordo, io faccio da sola. Forse non aveva torto.
E adesso? Per anni abbiamo lamentato la mancanza di un leader europeo, e quando ne troviamo uno proviamo un fremito d’orrore, nella Ville Lumiére e sotto il Cupolone: Mein Gott, chiunque ma non un tedesco! anche se porta la gonna pantalone. È vero, Frau Merkel non ha la statura di un Kohl, un metro e 93, e nemmeno Sarkozy di un Mitterand o di uno Chirac. Si sente la mancanza di un Churchill o di un De Gasperi. Anche Mister Obama non è Kennedy. E, alla fine, lei è la meglio, se vogliamo essere obiettivi.
Le agenzie a stelle e strisce minacciano di togliere una «A» alla sua Germania, ma sbagliano i tempi perché li scelgono troppo bene, proprio il giorno in cui Angela trova l’accordocon Nicolas.Che figuraccia: pugnalano l’euro per salvare il loro dollaro, su cui è scritto «In God we trust», che ricorda il Got mit uns delle SS. È Dio a non aver più fiducia nei verdoni di Wall Street. Allora sulla scacchiera si deve colpire la Regina, quell’Angela l’unica a dire no, anche sulla guerra di Libia.
Pretendiamo che la Germania ci aiuti, ma ci ribelliamo se la Cancelliera pretende di cambiare le regole del gioco. Non è che abbia sempre ragione über alles, ma potremmo chiedere di dire la nostra, invece di ripetere: molla gli euro e taci. La signora vuol governare la nostra Europa e trasformarla in una super Deutschland dall’Oder Neisse al Tamigi? Un paese in cui i disoccupati sono scesi al livello più basso da vent’anni, dove l’export è il più forte al mondo, dove le tasse vengono abbassate per 4 miliardi, e i tedeschi vincono il loro storico pessimismo e si danno con frenesia agli acquisti natalizi? Si potrebbe fare la prova. A me non dispiacerebbe farmi guidare da Angela. Ma probabilmente qui a Berlino sono caduto vittima della sindrome di Stoccolma.