La Stampa 3/12/2011, 3 dicembre 2011
SERVIREBBERO SUBITO 100 MILIARDI
L’euro è come una torre senza uscita: ci si può buttare solo dalla finestra. E mentre la Germania è al pianoterra, l’Italia è al dodicesimo. Per Giacomo Vaciago, professore della Cattolica, un’immagine che rende l’idea di quanto potrebbe essere costosa l’uscita dall’Eurozona: «Meglio fare i sacrifici richiesti da Monti» che precipitare in uno scenario «di grande impoverimento».
Si può tornare alla lira?
«Immagini una torre dalla quale si potesse entrare dalla porta e uscire solo dalla finestra. Mentre la Germania sta al pianoterra, noi siamo al 12˚ piano. Questo è l’euro. E l’atterraggio, per noi, sarebbe durissimo».
Cosa accadrebbe?
«Sarebbe un disastro per il debito pubblico. Non potrebbe essere convertito perché si rischierebbero una valanga di cause da tutto il mondo da parte di detentori dei nostri titoli di Stato che non accetterebbero il tasso di conversione deciso da noi. Dunque, il debito rimarrebbe in euro».
E con la probabile mega svalutazione, raddoppierebbe...
«Esatto, cominceremmo malissimo, con un debito raddoppiato. Dopodiché sarebbe come andare a marcia indietro sull’autostrada – non impossibile, ma a un costo stellare».
Anche adesso ci stiamo preparando a sacrifici.
«Se adesso ci prepariamo a una manovra da 20-25 miliardi, con un’uscita dall’euro dovremmo prepararne subito una da 100. L’abbandono della moneta unica ci precipiterebbe in uno scenario bellico e di grande impoverimento. Certo, ne potremmo uscire. Non è più intelligente fare qualche sacrificio adesso che rinunciare del tutto al benessere per un decennio, nel migliore dei casi?».