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 2011  dicembre 14 Mercoledì calendario

MADAMINA IL CATALOGO È QUESTO…

Con Rocco Siffredi, ultimo Don Giovanni (forse), si ammira il paesaggio del lago Maggiore, mentre si discute sul tema… «Ma guardi che Don Giovanni non è mica un mascalzone», dice lui.

Domanda. No? Ma se è il mascalzone per eccellenza di «Madamina, il catalogo è questo»…
Risposta. «Quella frase non la pronuncia Don Giovanni, ma il suo servitore. A me la prima domanda che fanno sempre è: “Rocco, quante? Tremila? Quattromila? Cinquemila?”. Questo è il Don Giovanni visto dagli altri. Ma sia lui sia Casanova, che conoscono le donne, sanno una cosa».

D. E sarebbe?
R. «In una donna bisogna entrare prima nel cervello. È allora che una donna fa con te anche quello che non immaginava di voler fare. Questo è stato il mio segreto di attore, regista e produttore».

D. E di uomo?
R. «Pure. Anche se nella vita non ho faticato tanto. Senza contare che, da quando esiste Internet, non ha idea delle proposte. E degli equivoci».

D. Si spieghi meglio.
R. «I miei omonimi sono centinaia e sono pazzeschi. Gliene dico una. C’è un calabrese che su Internet si chiama Shark84: ebbene, lui ha preso, prima di me, il nome Rocco Siffredi su Facebook. Da allora ante gli scrivono: “Rocco, vorrei fare sesso con te”. Lui risponde sempre: “Siccome ho troppe richieste, ti mando il mio assistente, incontra lui e lui mi dirà se vali”. Sono ragazze che scrivono da tutto il mondo».

D. Beh, sempre Leporello stila il catalogo: “640 in Italia, 231 in Germania, 100 in Francia, 91 in Turchia e in Spagna 1.003”.
R. «Nooooo, io di più. Però Don Giovanni, per l’epoca (non c’era la tecnologia), era il numero uno».

D. Rocco, ma c’è qualcosa che la imbarazza?
R. «Tante cose: una volta una giornalista americana doveva fare un pezzo su di me per Time. Appena l’ho incontrata, mi ha detto: “Ho preso dieci film suoi, li ho guardati e sa che cosa? Mi sono resa conto che lei fa sesso con un cervello da donna”. Mi ha spiazzato, aveva toccato qualcosa di profondo: i seduttori devono essere donne dal punto di vista cerebrale, il che non significa che io sia bisex, ma che so che cosa può piacere o infastidire una donna. Non ci azzecco sempre, ma nel 90 per cento dei casi non sbaglio».

D. La sua prima volta?
R. «A 13 anni, con una ragazza di 27 che incontravo sull’autobus. Mmmm… sono stato veloce come Bolt».

D. Non proprio eroica la prima volta di Siffredi.
R. «È stata l’esplosione incontenibile di un’esuberanza costretta per anni. Lo sa? Quello che in adolescenza mi ha creato tanti imbarazzi poi è stato la mia forza».

D. Com’è arrivato al suo mestiere?
R. «Avrò avuto 18 anni, lavoravo a Parigi come cameriere e avevo sentito che esistevano locali di scambisti, dove si poteva entrare solo se accompagnati da una signora. Allora chiesi a una cliente con cui ero in confidenza e lei mi portò al 106, chez Denise. È un locale ancora oggi citato nei libri, visto chi lo frequentava».

D. E lei lì chi ha visto?
R. «Ma da Gèrard Depardieu a Charles Aznavour, a Michel Blanc. E chissà quanti ce n’erano che io non conoscevo, all’epoca non leggevo i giornali e non andavo al cinema. Depardieu aveva sempre un paio di ragazze, Michel Blanc era un po’ bisex, gli piaceva molto vedere le signore che lo accompagnavano stare insieme con me (e guardava più me che loro). Aznavour di solito ammirava il paesaggio. È stato il periodo più bello della mia vita, subito prima di diventare adulto».

D. Non si è capito come ha iniziato con l’hard, però.
R. «Una sera, sempre al 106, arriva il Bob De Niro del porno. Gabriel Pontello: "Ah, tu sei l’italiano, eh?", mi dice lui e subito mi presenta due ragazze. "Fammi vedere che cosa sai fare". La mattina dopo ero da un produttore, Nicola Onorati, e pensavo: "Non voglio servire ai tavoli per tutta la vita"».

D. In quegli anni ha avuto amanti celebri?
R. «Ho avuto molte amanti, non ne lasciavo passare una. Pensi che, una volta che mi ero rotto tutte e due le braccia, non ho lasciato perdere neanche la fisioterapista. Però nessuna era nota, la celebrità per me è arrivata qualche anno fa ed ero già un uomo sposato...».

D. E lei è un tipo fedele. Ma ha subito delle avances?
R. «Di tutti i tipi, scherzose e serie. Che poi scherzose...».

D. Madamino Siffredi, suvvia, il catalogo delle vip?
R. «Quando ho posato per Jean-Baptiste Mondino, il fotografo più amato da Madonna, lui mi ha detto: "Per Madonna sei un mito". Oppure, un’altra volta, un truccatore, amico di Francesca Neri, l’ha chiamata al telefono, sapeva che le avrebbe fatto piacere. E lei è stata molto carina. Poi c’è Lucilla Agosti, con cui ormai sono molto amico. C’è la "iena" Elena Di Cioccio, superlativa fan. C’è quella ragazza di Latina, Manuela Arcuri, con la quale mi sento spesso al telefono (abbiamo lo stesso agente) e ogni volta domanda: "Rocco, ma quando ci vediamo?". Poi c’è la Incontrada: Vanessa, in un villaggio vacanze in Messico, si è fatta scrivere sull’arco per le frecce: "A Rocco Siffredi, sono la sua più grande fan". Mi hanno pure mandato la foto. Poi c’è Melissa P., che un giorno mi chiama per chiedermi perché non ci siamo mai visti: "Abbiamo delle affinità", dice».

D. Sono tutte avances fatte un po’ a distanza, però.
R. «Veramente un mese prima che incontrasse Clooney (che fortunata!), una sera a Milano, Elisabetta Canalis si alza dal suo tavolo, si avvicina e mi dice: "So che io sarei il tuo tipo e tu il mio". E c’era mia moglie Rosza seduta al mio fianco».

D. Eh, ci vuole contegno...
R. «Non rida, guardi che io non so se fosse lei, ma il giorno dopo mi ha chiamato un agente, dicendomi: "Ci sarebbe una supervip che vuole incontrarla, Rocco, ma non posso dirle chi sia". Credo che... Ma poi, che m’importa? Di proposte ne ho ricevute e ne ricevo tantissime. Ora sono assediato da un principe di Dubai, che mi offre qualsiasi cosa perché io faccia sesso in sua presenza con dieci donne».

D. Senta ma lei ha mai accettato una di queste proposte?
R. «Mai. Anzi, una volta».

D. Racconti.
R. «Ero stato contattato da un miliardario americano, perché voleva che fossi il San Valentino di sua moglie, ma io ho rifiutato. Allora lui mi ha proposto la moglie come attrice. Prima mi ha inviato le sue foto e poi mi ha inviato la sua bella signora».

D. Rocco, sta scherzando?
R. «Vuole il titolo del film?».
Certo. Ma non lo scrivo. [1]

***
«Ho preso una papera per passione». Così Rocco Siffredi si è affrettato a comunicare a "Chi" dopo l’intervista in cui elencava le sue fan, fra le quali appariva il nome di Vanessa Incontrada. «L’ho confusa con Natalia Estrada!», si è corretto. «Sono entrambe spagnole, i cognomi si assomigliano e poi c’è qualcosa di freudiano: Vanessa è una delle mie attrici preferite!». [2]