Varie, 9 dicembre 2011
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Danto ArthurColeman
• Ann Arbour (Stati Uniti) 1 gennaio 1924. Filosofo • «[...] a lungo professore di filosofia dell’arte alla Columbia University di New York, autore di libri su Nietzsche, la filosofia della storia, la teoria della conoscenza, ma famoso soprattutto per la sua riflessione sull’avanguardia artistica. In particolare, in La trasfigurazione del banale (1981, tradotto da Laterza nel 2008), Danto ha analizzato il gesto avanguardistico per eccellenza, il “ready-made”, per cui qualsiasi cosa può – in determinate condizioni – diventare un’opera d’arte. [...]» (Maurizio Ferraris, “la Repubblica” 2/11/2010) • «[...] considerato come uno dei più originali estetologi americani [...] formazione filosofica [...] di sicura derivazione analitica [...] deve comunque essere considerato [...] in parte debitore di Goodman (che, come noto, ha dedicato alla filosofia dell’arte molta della sua ricerca) anche se per quest’ultimo la componente percettivistica della fruizione artistica viene considerata essenziale, trascurando l’aspetto intenzionale della stessa; mentre per Danto il fatto di tener conto del momento intenzionale, anche a scapito di quello assiologico, tende a far sì che si possa mantenere distinta un’estetica e una filosofia dell’arte, quest’ultima da non identificarsi con l’estetica ma da situarsi nello stesso ambito degli altri settori filosofici. [...] giustamente additato come uno dei filosofi americani più “europeizzanti” — anche per il suo debito a Ludwig Wittgenstein e alla filosofia analitica [...] la sua opera rimane una delle più solide costruzioni estetiche degli ultimi decenni [...]» (Gillo Dorfles, “Corriere della Sera” 10/2/2009).