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 2011  dicembre 07 Mercoledì calendario

NON SI FIDANO DELL’IRAN PURE GLI SCEICCHI VOGLIONO L’ATOMICA


Anche l’Arabia Saudita vuole la bomba atomica. Lo ha annunciato in modo implicito Turki al-Feisal, già capo dei servizi segreti sauditi e ex-ambasciatore a Londra e a Washington, parlando a un Forum sulla congiuntura regionale che si è tenuto nella capitale saudita Riad. Ma secondo alcuni analisti prima ancora di questa escalation nucleare in Medio Oriente potrebbe esserci una guerra vera e propria coinvolgente Israele e Siria.
«Tutti i nostri sforzi e quelli del mondo non sono riusciti a convincere Israele a rinunciare alle sue armi di distruzione di massa, e neanche sono riusciti a convincere l’Iran. A questo punto, è nostro dovere verso il nostro popolo di esaminare tutte le altre opzioni possibili. Compresa l’acquisizione di queste armi», ha detto Turki al-Feisal. È vero che ha cercato di precisare che l’uso di quest’arma sarebbe comunque quello «pacifico» della dissuasione: «Una catastrofe che toccasse uno di noi si abbatterebbe su di noi tutti».

COME USA E URSS

Insomma, l’Arabia Saudita punterebbe a ripetere in Medio Oriente l’«equilibrio del terrore» che ha assicurato la pace tra Usa e Urss durante la guerra fredda. Che è peraltro la stessa posizione di Israele. L’Arabia Saudita ha accusato costantemente Israele di «ambiguità nucleare» per il fatto che detiene un arsenale stimato tra gli esperti tra gli 80 e i 200 ordigni senza averlo mai ufficialmente riconosciuto. Ma d’altra parte anche l’Arabia Saudita mantiene nei confronti di Israele quella che potremmo definire «ambiguità diplomatica», dal momento che in campo internazionale non ne contesta più l’esistenza, ma in campo interno manda in continuazione ai propri cittadini il messaggio che un giorno o l’altro dovrà essere spazzato via, e comunque appoggia gruppi come Hamas che appunto hanno questo programma. In questo momento, però, l’Iran mette all’Arabia saudita più paura ancora di Israele, anche se la bomba atomica non ce l’ha ancora. Wikileaks ha fatto capire che i sauditi sarebbero più che contenti se Israele togliesse le castagne del fuoco con un bel blitz preventivo contro i siti nucleari iraniani, e per sostenere le sanzioni contro Teheran si è detta anche disposta a offrire più petrolio. Va ricordato che, comunque, anche l’Arabia Saudita ha già un programma nucleare civile. A giugno la stampa locale ha riportato un discorso del coordinatore dell’organismo saudita del nucleare civile Abdel Ghani Malibari, secondo il quale il governo di Riad avrebbe intenzione di stanziare 80 miliardi di dollari per costruire 16 reattori nucleari civili entro i prossimi 20 anni.

GUERRA A ISRAELE

Come detto, però, nell’immediato alcune frasi pronunciate dal premier israeliano Netanyahu e dal presidente siriano Bashar Assad e alcune loro decisioni sembrano indicare la possibilità di un conflitto regionale tra fine dicembre e inizio gennaio. Sabato scorso, in particolare, c’è stata un’esercitazione militare siriana presso la città orientale di Palmyra, domenica il governo siriano ha informato che era stata testata la capacità di reazioni missilistica di fronte a scenari di guerra imminenti, e lunedì i relativi video sono apparsi per un po’ su Internet. Il tutto è stato interpretato come avvertimento a Turchia e Israele che la capacità missilistica siriana è ancora intatta. Lunedì, però, Netanyahu ha commemorato il padre fondatore della patria David Ben Gurion ricordando come Israele nel 1948 riuscì a sconfiggere una coalizione araba proprio perché fece di resta sua, piuttosto che dar retta agli occidentali. «Ci sono delle volte in cui prendere una decisione può comportare un prezzo pesante, ma non farla avrebbe un prezzo più pesante ancora». E intanto navi sia russe che americane stanno pattugliando le acque attorno a Iran e Siria.

Maurizio Stefanini