LUCA PAGNI la Repubblica 7/12/2011, 7 dicembre 2011
Mini-patrimoniale dello 0,1% e dello 0,15% su azioni, obbligazioni, fondi e polizze - MILANO - L´hanno già battezzata "patrimonialina"
Mini-patrimoniale dello 0,1% e dello 0,15% su azioni, obbligazioni, fondi e polizze - MILANO - L´hanno già battezzata "patrimonialina". Non è proprio il colpo invocato a gran voce a sinistra, ma qualcosa che gli assomiglia: recuperare soldi da chi possiede capitali investiti finanziariamente. Il governo Monti si guarda bene dall´usare la parola "patrimonio". La nuova imposta si rintraccia alla voce «disposizioni in materia di imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari". La cifra che, secondo le stime, finirà nelle casse dello Stato non è clamorosa, forse per evitare il più possibile polemiche: si tratta di 1,04 miliardi il primo anno (il 2012) e 1,09 miliardi a partire dal 2013. Secondo quanto è riportato nella Relazione tecnica che accompagna il decreto, alla Banca d´Italia risulta che per il 2010 l´ammontare dei patrimoni detenuti nei soli conti di deposito è di circa 1.900 miliardi di euro. A CHI SI APPLICA Cominciamo con il dire chi dovrà pagare il nuovo "bollo". La disposizione si applica a tutti gli strumenti finanziari: conto corrente, conti di deposito, fondi comuni di investimento, polizze vita a carattere finanziario, oltre agli strumenti di investimento classico come azioni, obbligazioni e titoli di Stato. Fanno eccezione soltanto fondi pensione e sanitari. COME SI PAGA Il governo ha stabilito un minimo e un massimo: si va da 34,20 a 1.200 euro «per ogni esemplare, sul complessivo valore di mercato, o in mancanza, sul valore nominale o di rimborso». In sostanza, si pagherà in base a quanto è stato investito. Sarà attivata un´aliquota che agirà proporzionalmente a quanto si possiede: lo 0,1% nel 2012 che diventa lo 0,15% dall´anno successivo. Ma, come abbiamo visto, non oltre il limite dei 1.200 euro. COME SI CALCOLA È sicuramente il punto più importante e delicato del provvedimento del governo che ha dimostrato di tener conto di quanto accaduto sul mercato negli ultimi anni. L´aliquota non verrà calcolata sul valore nominale o di rimborso del titolo finanziario, ma su quello di mercato. In altre parole, il legislatore ha tenuto conto delle perdite che, con tutta probabilità, molti investitori hanno accumulato da quando è scoppiata la crisi sui mercati. Ed è un importante passo avanti rispetto a quanto aveva stabilito il precedente governo Berlusconi, visti i cali dei prezzi, negli ultimi mesi, anche per i titoli di Stato. IL RUOLO DELLE BANCHE Saranno le istituzioni finanziarie e le sim a ritirare l´imposta e versarla all´erario: se un risparmiatore ha più strumenti, dovranno sommare le somme investite e calcolare l´aliquota sul totale. Se il risparmiatore ha diviso i suoi investimenti su istituti diversi, il prelievo sarà applicato caso per caso.