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 2011  dicembre 07 Mercoledì calendario

È arrivata l’ora di pensionare l’Inps - Se pur fra le lacrime, il pensie­ro del ministro Fornero sulla dire­zione verso cui «sterzare» il siste­ma previdenziale italiano non po­teva essere più chiaro: il punto di arrivo dovrà essere il sistema con­tributivo per tutti

È arrivata l’ora di pensionare l’Inps - Se pur fra le lacrime, il pensie­ro del ministro Fornero sulla dire­zione verso cui «sterzare» il siste­ma previdenziale italiano non po­teva essere più chiaro: il punto di arrivo dovrà essere il sistema con­tributivo per tutti. Una semplifica­zione epocale che potrebbe aiu­tarci finalmente a mandare in pen­sione anche il carrozzone del­l­’Inps, una megastruttura ancora calibrata ai tempi in cui si faceva­no i conti a mano e strutturata per gestire un sistema bizantino. Partiamo dall’idea del «contri­butivo per tutti». Difficile trovare argomentazioni contro una simi­le impostazione che, se attuata, dà a ciascuno una pensione para­metrata ai contributi versati, sen­za regalare vitalizi a chi ha avuto qualche superpromozione agli ul­timi anni di carriera (poi «cristal­lizzata » per sempre a carico della collettività) oppure a chi, in virtù di qualche benemerenza conces­sa dal governante pro-tempore, può approdare alla pensione do­po pochissimi anni di lavoro per poi goderne sine die . Qualora vi sia la volontà di chiudere vera­mente la forbice fra i privilegiati senza meriti e gli sfortunati senza colpe, il sistema contributivo ap­pli­cato in modo inflessibile può fa­re giustizia anche di veri regali per chi, a seguito di contributi assolu­tamente risibili, si è assicurato principeschi assegni mensili, del tutto slegati dalle somme versate. Basta estendere i periodi di bloc­co delle rivalutazioni ed eventual­mente, nei casi più clamorosi, pro­cedere a tassazioni «mirate», con evidenza dell’ammontare della pensione teoricamente dovuta sulla base dei contributi, così che si capisca che non si tratta di pre­lievo o di ingiustizia, ma di un mi­nor regalo. Tuttavia i vantaggi di questo nuovo corso potrebbero non fermarsi a una più giusta asse­gnazione del denaro pubblico. L’estensione del sistema contri­butivo infatti produrrà inevitabil­mente una forte semplificazione dei calcoli e della gestione ammi­nistrativa di ogni posizione previ­denziale. Già oggi l’informatizza­zione delle banche dati consente una visione diretta e online del proprio«estratto conto»pensioni­stico, tant’è vero che questa tra­sparenza in passato ha persino ge­nerato allarmi quali «l’oscura­mento delle proiezioni di pensio­ne per i precari» che in realtà na­sconde una banale inefficienza del software. Ebbene, se i calcoli fossero uguali per tutti senza la ba­bele di aliquote e contribuzioni che l’attuale sistema a«caste»por­ta con sé, non ci sarebbe bisogno di mettere squadre di programma­tori per realiz­zare program­mi zoppicanti (pare che per la migrazione su web siano state coinvolte dal­l’Inps 150 aziende e 1.500 esterni) ma ba­sterebbe un programmino di attualizza­zione stile scuo­la di ragioneria per avere la pro­iezione voluta. A questo punto immaginiamo che, una volta a regime, un siste­ma contributivo e informatizzato possa stare praticamente «in pie­di da solo » o, quanto meno, neces­siti di una manodopera ridotta per essere tenuto in efficienza. Forse non tutti sanno che l’Inps impiega la bellezza di 27.600 per­sone ed ha un costo di funziona­mento di 3,8 miliardi di euro al­l’anno. L’Inail,che svolge compiti assicurativi paralleli e comple­mentari all’attività dell’Inps, ne impiega altre 10.800, l’Inpdap dei dipendenti pubblici ne impiega al­tre 7.100 senza contare la galassia di altri enti e strutture collegate. Google, una delle più grandi aziende del mondo per capitaliz­zazione di borsa, ormai presente in tutti i paesi, ha solo 25.000 di­pendenti e realizza enormi profit­ti. I nostri carrozzoni invece sfor­nano solo costi: in un universo semplificato e informatizzato qualche economia si deve fare, pur tenuto presente che verrà sempre più richiesto il calcolo Isee del patrimonio familiare, re­sponsabilità dell’Inps. Un’ultima considerazione in tema di sempli­ficazione: dato che si è fatto trenta non sarebbe il caso di fare trentu­no eliminando i compartimenti stagni fra i contributi? È assurdo che un lavoratore debba conside­rare i contributi di serie A versati all’Inps e i contributi di serie B del­la gestione separata o di altre cas­se. Un contributo dovrebbe vale­re allo stesso modo per i minimi e le anzianità. Se si parla di sistema contributivo la totalizzazione completa dovrebbe essere il pun­to di arrivo. Costerà ancora meno gestire il sistema.