Varie, 7 dicembre 2011
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Carone Pierdavide
• Roma 30 giugno 1988. Cantautore • «[...] cresciuto in provincia di Taranto dove la famiglia si è trasferita seguendo papà ferroviere [...] Valerio Scanu ha vinto Sanremo con la sua “Per tutte le volte che” [...] Prime passioni per Renato Zero (“Il favorito di mamma”) e John Lennon (“Ho scarabocchiato tutti i 45 giri dei Beatles di papà, ma restano i miei preferiti”), al liceo musicale scopre Led Zeppelin e Deep Purple, fonda una band con i compagni, si innamora dei cantautori, entra in un gruppo folk, si iscrive a chitarra jazz al Conservatorio e molla tutto per “Amici”. Nel frattempo scrive canzoni. Mentre passa le notti facendo il casellante in autostrada oppure nei bagni del programma tv. “Non ho bisogno di montagne o paesaggi, per ispirarmi cerco la solitudine”, racconta. Il suo sogno è scrivere per Fiorella Mannoia (“Una delle voci più personali”), ma che ci fa un cantautore ad un talent, terreno per interpreti? “In effetti li guardavo con l’occhio di chi pensa che lì non ci starebbe bene. Sono andato al provino per prendere in giro i discografici con un brano che ironizza sulla loro omologazione”. “Una canzone pop”, per la cronaca, è finito nel suo cd. Timido, ma scoppiettante nella musica... “Sono due lati collegati. Sono incapace di sostenere un dialogo, però l’unico momento in cui mi sento a mio agio è quando canto”. Animo doppio anche nei suoi lavoro. [...] “Mi sento anomalo. I cantautori di protesta, escluso De Gregori, non ci hanno lasciato molte canzoni d’amore. Caparezza, che il massimo dell’istrionismo, non è molto romantico. Chi fa canzoni d’amore resta bloccato in quel mondo che è anche un po’ inflazionato”» (Andrea Laffranchi, “Corriere della Sera” 3/4/2010) • Vedi anche a. f., “Corriere della Sera” 20/11/2010.