Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 03 Sabato calendario

AIUTO, I TITOLI DEI LIBRI SEMBRANO TUTTI UGUALI

Tra gli editori va di moda il contagio se è vero che negli ultimi due anni i banconi delle librerie ospitano romanzi con titoli molto simili, che sembrano clonati. Dopo le copertine con i volti di donna, è l´ora delle parole chiave sempre più simili. A metterli uno in fila all´altro, i romanzi, fanno impressione. Il profumo delle foglie di limone (Garzanti), Il profumo delle foglie del tè e dell´amore (Newton Compton), Profumo di spezie proibite (Piemme), Il profumo dello zucchero a velo (Newton), Il profumo dei fiori in Iraq (Newton). E poi: Il linguaggio segreto dei fiori (Garzanti), La scuola degli ingredienti segreti (Garzanti), Gli ingredienti segreti dell´amore (Feltrinelli), La cucina degli ingredienti segreti (Corbaccio). E ancora: il grande successo de Il gusto proibito dello zenzero (Garzanti) che ha creato Il gusto proibito della cannella (Newton) e Il gusto segreto del cioccolato amaro (Sperling). Va per la maggiore l´aggettivo "proibito": La biblioteca dei libri proibiti (Garzanti), La città dei libri proibiti (Newton), Il monastero dei libri proibiti (Sperling), Il sussurro della montagna proibita (Piemme). Per non parlare della tendenza al suffisso in -ore dal primo, fortunato, di Carrisi Il suggeritore (Longanesi) a L´inseguitore (Longanesi), Il predicatore (Marsilio), Il mummificatore e Il divoratore (Newton). In editoria è il marketing a farla da padrone. E i libri, soprattutto quelli mainstream, sono ovviamente prodotti di consumo e tendenza.
"È vero che esistono titoli sempreverdi", spiega Elisabetta Migliavada, direttore della narrativa straniera di Garzanti, cui si deve l´invenzione, fra gli altri, di Il profumo delle foglie di limone, titolo più venduto (e copiato) nel 2011 con 400.000 copie all´attivo, in originale Lo que esconde tu nombre. "Funziona l´abbinamento cucina e amore, come funzionano alcuni aggettivi evocativi che spostano il lettore in un´altra dimensione. È vero anche che copiare serve a poco perché ogni editore deve considerare ciò che in passato ha avuto successo per lui. In Garzanti un titolo in inglese, come Twilight, non venderebbe. Ma bisogna stare attenti a non incorrere nel pericolo opposto: l´autocitazione continua. Adesso abbiamo detto basta ai ���profumi´ per un po´". Maria Giulia Castagnone, direttore editoriale di Piemme, racconta come non ci sia niente di male nei titoli somiglianti: "Non c´è da scandalizzarsi che tanti titoli si somiglino. Il prodotto di narrativa commerciale ha bisogno di rendersi riconoscibile al lettore inserendosi in un filone ben preciso. Fino a un po´ di tempo fa si vendevano bene titoli con la parola ���bambino/a´, adesso preferiamo ���profumi´ e ���spezie´. Il nostro Profumo di spezie proibite strizza l´occhio a chi ha amato Il profumo delle foglie di limone. Ma è difficile capire chi ha copiato chi. Nel 2001 abbiamo pubblicato The Map of Love, romanzo finalista al Booker Prize, e l´abbiamo intitolato Il profumo delle notti sul Nilo".
E il lettore? non si confonde in libreria? E cosa nasconde questa corsa all´omologazione? Romano Montroni, fondatore delle librerie Feltrinelli ora consulente delle Coop, è categorico: "Nessuna confusione nel lettore. Quello che conta è solo l´emozione che i titoli suscitano". Sandro Ferri di e/o, editore di qualità ma attento al mercato, è una voce fuori dal coro: "Al di là della crisi delle vendite esiste una crisi più generale dell´editoria. Il lettore è disorientato non dal numero eccessivo di novità ma dalla mancanza di guida nelle scelte. Oggi l´offerta editoriale è appiattita e livellata. I titoli uguali sono solo la punta dell´iceberg di un fenomeno più vasto. Da parte di tutti, editori, critici, librai, ci vorrebbe uno sforzo di selezione, originalità e approfondimento anche andando contro quello che il mercato richiede ossessivamente. E parlo della letteratura commerciale, non solo di quella più raffinata. Soltanto rischiando si conquistano lettori".