Maurizio Molinari, La Stampa 7/12/2011, 7 dicembre 2011
Si trova a 600 anni luce di distanza da noi, ha una temperatura media di 22 gradi centigradi, è protetto da un cuscinetto di atmosfera, possiede un raggio 2,4 volte quello della Terra e potrebbe essere coperto da acque: è questo l’identikit di Kepler-22b, il Pianeta individuato dalla Nasa come il più «simile» al nostro soprattutto per le caratteristiche di «abitabilità» che possiede, lasciando supporre la presenza di forme di vita
Si trova a 600 anni luce di distanza da noi, ha una temperatura media di 22 gradi centigradi, è protetto da un cuscinetto di atmosfera, possiede un raggio 2,4 volte quello della Terra e potrebbe essere coperto da acque: è questo l’identikit di Kepler-22b, il Pianeta individuato dalla Nasa come il più «simile» al nostro soprattutto per le caratteristiche di «abitabilità» che possiede, lasciando supporre la presenza di forme di vita. A scoprirlo è stato il telescopio spaziale Kepler, lanciato tre anni fa dall’Agenzia spaziale americana e da allora impegnato a setacciare l’Universo alla ricerca di possibili forme di vita aliena. L’occhio di Kepler è diretto in particolare verso le costellazioni del Cygnus e della Lyra e ciò ha portato a osservare quello che Nathanie Batalha, vicecapo del team della Nasa che gestisce Keplero, definisce «un pianeta con dimensioni reali simili alla Terra» e caratteristiche tali da farlo considerare «abitabile». Da quando la Nasa ha iniziato ad analizzare i dati sulla percentuale di stelle della Via Lattea capaci di ospitare pianeti potenzialmente abitabili e con dimensioni analoghe alla Terra, questa è la prima volta che si trova di fronte ad un risultato concreto, sebbene situato a 600 anni luce che equivalgono a circa 10 mila miliardi di chilometri. Kepler-22b, come è stato chiamato il nuovo pianeta, si trova ad una distanza dalla sua stella paragonabile a quella che separa la Terra dal Sole ovvero nella «zona abitabile», come gli scienziati definiscono la regione nella quale l’acqua liquida è in grado di esistere in superficie. Sono adesso in corso ulteriori studi per determinare se si tratta di un pianeta solido, come la Terra, oppure liquido, al pari di Nettuno. «Non sappiamo molto di pianeti con una dimensione fra Ai lettori Per mancanza di spazio «Tuttoscienze» è rimandato a sabato 10. quella della Terra e di Nettuno - ha aggiunto Batalha in una conferenza stampa dall’Ames Research Center di Moffert Field, in California - perché nel nostro Sistema Solare non ne abbiamo e dunque resta da determinare quanta parte è rocciosa, liquida, coperta d’acqua oppure da estensioni di ghiaccio». Il fatto che la temperatura media sia, grazie alla presenza di un cuscino di atmosfera, di 22 gradi centigradi lascia tuttavia ipotizzare un clima primaverile simile a quello che distingue molte zone temperate della Terra, favorevole alla presenza di forme di vita. La Nasa non esclude comunque che possano esservi altri pianeti con caratteristiche analoghe perché fra i 2326 osservati fino a questo momento da Kepler circa dieci hanno dimensioni simili alla Terra e si trovano in «regioni abitabili» a causa della distanza dalla rispettiva stella. Le ricerche di Kepler coincidono per molti aspetti con l’intento di «Seti», un programma separato della Nasa per la ricerca di intelligence extraterrestri nello spazio, il cui direttore Jill Tarter assicura che «appena avremo trovato un esempio di vita indipendente nell’Universo ci accorgeremo che è presente quasi ovunque».