Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 07 Mercoledì calendario

Briban Roxana

• Bucarest (Romania) 28 ottobre 1971, Bucarest (Romania) 20 novembre 2010 (suicidio, tagliandosi le vene dei polsi nella vasca). Soprano • «[...] Era stata Butterfly, Mimì, Violetta, Aida e tante altre eroine dell’opera sui palcoscenici di Berlino, Vienna, Tolosa, Amsterdam, Seul, Bangkok e Santiago per direttori come Mehta, Ozawa, Jurowski, Marco Armiliato [...] aveva cantato fin da bambina, da quando aveva sei anni: la prima lezione. Dal grigiore del crepuscolo di Ceausescu fino al debutto nel circuito dei professionisti, il salotto buono dell’opera mondiale. Strano per lei — sarebbe diventata eroina tragica sul palcoscenico come nella vita — il debutto nei panni della Contessa mozartiana delle Nozze di Figaro: per una volta un’eroina che non muore ma vive e sorride perdonando il marito che non la merita in uno dei finali più famosi del teatro musicale [...] Il marito di Roxana, Alexandru, racconta che “avrebbe cantato anche senza essere pagata”. Ma l’opera, il canto non amplificato dal microfono, quell’anacronismo che continua a affascinare il pubblico e a sedurre i più grandi musicisti chiede a volte ai cantanti un prezzo troppo alto. Con i sovrintendenti costretti a tagliare i costi, con gli scioperi, un licenziamento o una comune infezione alla gola possono diventare una catastrofe per chi è azzannato dalla depressione come Roxana. [...]» (Matteo Persivale, “Corriere della Sera” 28/11/2010) • «[...] aveva fatto un annuncio sinistro su Facebook [...] mettendoci una scena del suicidio di Madame Butterfly: lei nei panni dell’eroina dell’opera di Puccini con una spada in mano insanguinata. Prima di uccidersi, un breve messaggio al computer per il marito: “Perdonami”. Nella primavera del 2009 la cantante aveva cominciato a perdere la voce, e anche gli ingaggi (l’opera di Bucarest aveva rescisso un contratto)» (“Corriere della Sera” 27/11/2010).