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 2011  dicembre 04 Domenica calendario

Quegli incontentabili alla ricerca della forma perfetta - Writing is rewriting . Scrivere è ri­scrivere

Quegli incontentabili alla ricerca della forma perfetta - Writing is rewriting . Scrivere è ri­scrivere. E se scrivere, per qualsiasi autore, è già di per sé un tormento,la riscrit­t­ura per alcuni diventa un’os­sessione. Patologia che la let­teratura italiana, dal Canzo­niere di Petrarca alle opere di Carlo Emilio Gadda - pas­sando per Fermo e Lucia , Sposi promessi diventati Promessi sposi - conosce bene. Caro Antonio Pen­nacchi , siparvalicet , benvenuto nel club. In­tanto, ecco alcuni soci illustri. Duemesifa, retrocedendonellastoriaedi­torial- letteraria del nostro Novecento, è ap­parsa la versione aggiornata (veramente non una «riscrittura», solo una «rinfresca­ta ») del thriller a lettura multilevel Il nome della rosa . Il longseller di Umberto Eco , trent’anni dopo la prima edizione,del 1980, si è fatto un ritocchino: una liposuzione ai passaggi più ostici della trama, un lifting al linguaggio, un’iniezione di botulino al marketing, ed ecco un libro «più accessibile ai nuovi lettori»,soprattutto ai giovani«digi­tali ».E ai giovani cannibali?A quelli ci pensa­rono Aldo Nove , che dopo aver scritto Woo­binda e altre storie senza lieto fine per Castel­vecchi nel 1996 ri­scrisse Superwoobina per Einaudi nel 1998, e Niccolò Ammaniti che dopo aver esordito per Ediesse nel 1994 con branchie! ( minuscolo, col punto esclamati­vo) lo ripubblicò, con pesanti modifiche e col titolo Branchie , nel 1997, anche lui da Ei­naudi. Lo Struzzo, spiritus durissima coquit , digerisce tutto. Poi c’è l’altissimo, purissimo, Aldissimo Busi , che ha sfogato la sua maniacale revisio­ne ossessivo-compulsiva su più di un ro­manzo, a partire, da giovane, da Seminario sulla gioventù : esordio nel 1984 per Adelphi; nuova edizione riveduta per gli Oscar Mon­dadori nell’ 88; nuova edizione totalmente ri­veduta per I Miti Mondadori nel ’92; nuova edizione riscritta e accresciuta (con in ap­pendice Seminario sulla vecchiaia ) per Adel­phi nel 2003; e infine una nuova edizione to­talmente riveduta per Mondadori nel 2004. Oppure il romanzo provvisorio Vita stan­dard di un venditore provvisorio di collant , iniziato nel 1979, pubblicato nel 1985, revi­sionato dal 1991 al 1996, totalmente riscritto nel 2001 e con episodi inediti e un nuovo fi­nale nel 2002. Sempre, però, per Mondado­ri. E anche Giuseppe Genna col suo Assalto a un tempo devastato e vile è arrivato alla ter­za edizione ampliata, e non è ancora finita a quanto dice l’autore. Certo, cisarebbero Palazzeschi , Bas­sani , Cassola , D’Arrigo ... e persino Antonio Moresco : si pensi a Gli esordi , libro scritto, riscritto, ri­visto e ribattuto dal 1984 al 1998 fino a questo 2011, sem­pre in cerca della forma perfet­ta. Ma il caso più famoso rima­ne Alberto Arbasino . E il libro più famoso del caso più famoso è Fratelli d’Italia : pubblicatoperFeltrinel­li nel 1963 e con modifiche all’ultimo capito­lo nel ’67; accresciuto nel ’76 per Einaudi; e ulteriormente ampliato nel ’93 per Adelphi. E così l’ultima«monumentale»edizione ha superato le mille pagine. Infine,più di tutti,meglio di tutti, c’è Giu­seppe Pontiggia . Chehacontinuatoarimet­tere mano a tutti i suoi romanzi, da L’arte del­la fuga ( pubblicato nel 1963 e rifatto tre vol­te) a Il raggio d’ombra ( uscito nel 1983 e poi completamente riscritto). Si dice che quan­do è morto stesse ritoccando anche Nato due volte . Writingisrewriting , come disse Ernest He­mingway. Confessando di aver riscritto il f­i­nale di Addio alle armi 39 volte.