Nino Materi, il Giornale 4/12/2011, 4 dicembre 2011
Se l’uomo d’oggi ha paura della donna forte - Altro che «novità odierna». Quello instaurato dalla «donna alfa»è un«regime»che risale alla notte dei tempi
Se l’uomo d’oggi ha paura della donna forte - Altro che «novità odierna». Quello instaurato dalla «donna alfa»è un«regime»che risale alla notte dei tempi. In passato si chiamavano «matriarche» (dalla parola latina mater , madre, e dalla radice greca archein, comandare); mentre oggi, in tempi di lattex antropologico, si definiscono«dominatrici».Ma-al netto del modernariato lessicale- la sostanza non cambia: sono le femmine a far girare il mondo (e pure qualcos’altro...). Non a caso, già in epoca neolitica, il matriarcato riconosceva l’esistenza di un leader donna e in generale delle donne come capi-famiglia. All’uomo sarebbero state demandate le funzioni pratiche di sussistenza (approvvigionamento, caccia - funzioni «esterne» all’aggregato sociale, alla caverna); alla donna si sarebbe invece delegata l’organizzazione sociale («funzione interna»). Dalla caverna si è passati al loft, ma il succo della questione è sempre lo stesso. Un dato di realtà che la scienza non può far altro che ratificare: «Le femmine guidano le relazioni e gli uomini faticano a tener loro testa». Lo pensa il 35% dei maschi italiani, mentre il 40% si sente inadeguato a rispondere alle aspettative di chi lo vuole contemporaneamente marito perfetto, amante e buon padre. Tensioni che si riflettono sulla vita intima: il 70% degli italiani indica in «performance non appaganti» la causa principale di un legame di coppia insoddisfacente. Almeno è quanto giurano gli esperti riuniti a Milano per il congresso della «Society for Sexual Medicine», dove- tra l’altro-si punta l’attenzione su un nuovo (?)disturbo: «L’ansia da«superprestazione,che colpisce il 40% degli italiani». «Le difficoltà di ordine psicologico riguardano soprattutto i più giovani e possono dare origine a un problema permanente - ha spiegato, per nulla rassicurante, Francesco Montorsi, professore ordinario di Urologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano - . Non dobbiamo banalizzare ma intervenire per evitare che la situazione si cronicizzi. I farmaci rappresentano una delle opzioni a disposizione e tra questi l’ultimo arrivato, la “mentina dell’amore“, il nuovo vardenafil orodispersibile, offre praticità e discrezione».«Vardenafil orodispersibile »? Magari bastasse una «mentina» per rimascolinizzare il maschio. Perché qui il problema, più che legato all’ hardware fisico dell’uomo, è riconducibile al suo software sociale. Una complessa crisi di ruolo, non una banale defaillance da letto. Eppure anche gli esperti riuniti in conclave sembrano afflitti dalla fissa del sesso:«La percentuale di uomini che affronta col medico l’argomento resta scarsa- denunciano - . In Italia solo il 17% si rivolgerebbe allo specialista dopo un episodio di disfunzione erettile contro il 25% dei brasiliani». Secondol’indagineinternazionalepresentata al congresso, gli under 40 sono i più restii a confrontarsi: il 25% prova imbarazzo. La ricerca è stata condotta su 4.409 persone dai 18 ai 75 anni intervistate in Italia, Germania, Canada e Brasile, e ha confrontato le abitudini per area geografica e fascia d’età. «La sessualità è profondamente cambiata osservano i ricercatori- . Ciò è il risultato di una complessa interazione tra fattori biologici, psicologici, socio-economici,culturali,etici e religioso- spirituali. I ruoli di genere non sono più chiaramente definiti e si è modificato l’equilibrio delle relazioni. Basti pensare che il 75% degliuomini vorrebbe avere rapporti più frequentemente di una volta o due a settimana, ma solo il 12 ottiene questo risultato». E siamo nuovamente finiti sotto le coperte. Così, giusto per coprire i veri problemi.