GIAN ANTONIO ORIGHI, La Stampa 3/12/2011, 3 dicembre 2011
Spagna, l’ombra della Cia nel giallo di Carrero Blanco - Ci sarebbe lo zampino della Cia nel più famoso e devastante attentato commesso dai terroristi baschi dell’Eta, l’assassinio dell’ammiraglio e premier franchista Luis Carrero Blanco
Spagna, l’ombra della Cia nel giallo di Carrero Blanco - Ci sarebbe lo zampino della Cia nel più famoso e devastante attentato commesso dai terroristi baschi dell’Eta, l’assassinio dell’ammiraglio e premier franchista Luis Carrero Blanco. L’esplosivo utilizzato dalla colonna Txikia per far saltare in aria il Dodge Dart nero del delfino del Caudillo non era Goma-2 rubato dagli etarras, ma il potentissimo C-4 americano, allora irreperibile sul mercato nero. Il tunnel sotto la madrilena calle Claudio Coello in cui venne collocata la micidiale carica era di forma diversa da quella descritta in un libro dell’Eta. E il capo colonna, Iñaki Mujica Arregi, «Ezkerra» ricevava notizie che potevano uscire solo dall’ambasciata Usa, a due passi dal luogo del massacro che cambiò la storia della Spagna. Sono queste le principali novità contenute nel libro, fresco di stampa, «El precio del trono» (1003 pagine edite da Planeta), scritto dalla giornalista e scrittrice Pilar Urbano, 71 anni, conservatrice e numeraria dell’Opus Dei. Il testo abbraccia un periodo di tempo che va dal 1931, quando la Spagna diventa repubblicana per la 2ª volta, fino a quando Juan Carlos recupera il trono nel ‘76. Siamo nel ‘73. Carrero Blanco, 69 anni, da luglio premier, godeva dell’assoluta fiducia del tiranno. Il segretario di Stato Usa, Henry Kissinger aveva tra i suoi dossier più scottanti proprio la Spagna di un Franco, ormai 81 enne, e vicino alla morte. La transizione alla democrazia con Juan Carlos re e Carrero Blanco al potere era impossibile. Giusto un anno prima una quasi agonizzante Eta, nata nel ‘58 da Ekin, organizzazione giovanile del Pnv (il democristiano ed anti-franchista partito nazionalista basco), riceve come rinforzo l’ingresso di 500 militanti di Egi, tutti provenienti dal Pnv. E Il capo è «Ezkerra». «La Cia non aveva infiltrati nell’Eta. Ma aveva una antica e solida relazione con il Pnv, che durante la II Guerra Mondiale aveva collaborato con l’Fbi e l’Oss (il predecessore della Cia) con un servizio segreto suo, il Siv, che spiò in tutta l’America Latina nazisti, fascisti e comunisti - sottolinea l’autrice -. La connessione Cia ed Eta, un impossibile politico, poteva avvenire solo con persone che godessero la fiducia di entrambi. Quali? Il vecchioSiv». E il link era Ezkerra. La colonna Txikia, in tutto sei etarras, arriva a Madrid nel ‘72. Un incontro in un hotel con un misterioso emissario fa arrivare nelle mani dei terroristi 4 righe in cui si rivela che Carrero Blanco, ogni mattina alle 9 va a messa nella chiesa dei gesuiti di Calle Serrano, di fronte all’ambasciata Usa. Scartato il sequestro, «Ezkerra» decide di farlo saltare per aria. Nome in codice, «Operazione Ogro». L’attentato viene fissato per il 18 dicembre, 2 giorni prima della programmata visita di Kissinger. Che però anticipa improvvisamente l’arrivo 18-19. La notizia non esce sui giornali ma «Ezkerra» lo viene a sapere e sposta l’attacco al 20. Il segretario di Stato incontra il premier franchista. E nonottiene niente. Carrero non vuol entrare nella Nato, non vuole prorogare l’accordo delle basi militari Usa in Spagna, e gli prospetta che la Spagna vuole farsi la bomba atomica. Il 19 il direttore della Cia avvisa Kissinger si andarsene immediatamente da Madrid. Il 20 Carrero salta in aria. Il giudice Torres scopre che in realtà il tunnel non era a forma di T, come diceva Eta, ma a forma di L. E, grazie a reperti rimasti finora segreti, che l’esplosivo non era Goma 2 ma il C-4. L’istruttoria viene insabbiata, il giudice scrive: «Avevo la convinzione sempre più solida che la Cia sapeva che avrebbero ucciso Carrero. Di più: che la Cia era l’ispiratrice».