Emanuele Scarci, Il Sole 24 Ore 3/12/2011, 3 dicembre 2011
STRETTA DEGLI ITALIANI SUI CONSUMI
L’anno prossimo il 76% degli italiani taglierà (o lo ha già fatto) i consumi, mentre solo l’8% programma più acquisti: scenario grigio fumo quello dell’Osservatorio di Findomestic Banca presentato ieri a Milano.
Negli ultimi 12 mesi i consumatori che hanno rinviato gli acquisti si sono concentrati soprattutto sulle auto, sugli elettrodomestici e sugli immobili: le famiglie sono colpite da sfiducia e incertezza, tanto da non riuscire a programmare nulla.
«Il crollo ha investito in pieno l’auto – osserva Chiaffredo Salomone, ad di Findomestic Banca – con un -10%: siamo tornati ai livelli d’immatricolazione di 20 anni fa. Ma ha coinvolto anche gli altri beni durevoli, come gli elettrodomestici, l’arredamento e l’informatica. L’erosione del reddito subita dalle famiglie e l’incertezza del posto di lavoro ha rimesso in discussione molte cose». E il 2012? «É difficile fare previsioni – aggiunge il top manager – ma i sacrifici che il governo si accinge a comunicarci non promettono nulla di buono per le famiglie. Speriamo solo che i provvedimenti per la crescita comprendano anche incentivi per i beni durevoli. Comprese cose molto semplici: per esempio, oggi su una pratica di 500 euro si paga un bollo di 14 euro. Basterebbe spostarlo dai piccoli importi a quelli più elevati e sarebbe un primo segnale».
Findomestic è la banca fiorentina del gruppo Bnp Paribas che opera nel credito al consumo in Italia. Alla fine del 2010 aveva crediti in essere per 10,4 miliardi, alle spalle di Agos Ducato con 18,8 miliardi e prima di UniCredit family financing bank con 9,3 miliardi.
Tornando all’Osservatorio Findomestic Banca e Ipsos, il 53% degli italiani tra i 24 e i 59 anni è pessimista circa la situazione economica personale: il 31% prevede peggioramenti nei prossimi 3 anni e il 22% ha rilevato peggioramenti negli ultimi 12 mesi e ritiene che la situazione non cambierà nel futuro prossimo.
Solo il 37% degli intervistati tra i 24 e i 59 anni è riuscito a risparmiare parte del reddito negli ultimi 12 mesi; la situazione peggiora tra i 45-59enni, poiché in questa fascia di età solo il 27% ha risparmiato, a conferma del fatto che la situazione critica dei giovani si ripercuote sulle abitudini della generazione precedente.
Quanto ai dati già consolidati, nei primi dieci mesi dell’anno, secondo Assofin, banche e finanziarie hanno infilato nelle tasche dei consumatori poco più di 43,6 miliardi (per 101 milioni di operazioni) sotto forma di prestiti per acquistare auto, elettrodomestici e vacanze, oppure per finanziare carte rateali e Cessione del quinto. Il dato generale è in calo dell’1,4%, ma rispetto ai primi dieci mesi del 2008, prima della crisi della Lehman Brothers, l’erogato è crollato di oltre 6 miliardi. «La frana ha rallentato – osserva Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin -. E comunque oggi stiamo molto meglio dei mutui che segnano un -25% tendenziale a settembre 2011» e molto probabilmente un -30% a ottobre.
Secondo i dati Assofin, crescono solo i prestiti personali (+6,2%) mentre le famiglie amano sempre meno il prestito finalizzato (-9,2%), quello legato all’acquisto di un bene sul punto vendita, a favore del fido, incassato negli uffici delle finanziarie o agli sportelli bancari che non ha vincoli di destinazione. «Purtroppo – conclude Piano Mortari – la manovra del governo potrebbe pesare sul trend dei consumi se le misure saranno particolarmente gravose».
E il credit crunch influisce sul credito al consumo? «Per ora no – risponde Salomone – anche se la nostra risulta un’attività ad alto assorbimento di capitale per i gruppi bancari, che devono allinearsi a Basilea 3. Né questo è il momento di pensare ad acquisizioni nel credito al consumo: oggi chi ha capitale e liquidità se li tiene».