R. Boc., Il Sole 24 Ore 3/12/2011, 3 dicembre 2011
L’OTTIMISMO DEGLI IMMIGRATI
«Ottimismo e fiducia nel futuro, percezione di essere entrati in un circuito di crescita, non facile, nè senza ostacoli, ma progressivo. Un ottimismo che quasi sorprende, data la situazione di crisi economica e sociale che attraversa il nostro Paese, ma anche una predisposizione d’animo comprensibile alla luce dell’investimento che gli immigrati hanno fatto decidendo di lasciare il proprio Paese per venire a cercare fortuna nel nostro».
Così il Censis ricorda, che da una recente indagine «emerge con chiarezza che per gli immigrati vivere in Italia è una scelta di vita solida e soddisfacente: il 54% ritiene che l’Italia sia uno dei Paesi al mondo in cui si vive meglio e il 72,4% pensa che da qui a dieci anni non lascerà il nostro Paese».
Un’iniezione di fiducia che può essere d’aiuto in una fase così critica nella vita economica e sociale del nostro Paese. «La stabilità del progetto migratorio e la volontà di rimanere migliorando progressivamente la propria condizione sono confermate anche dalle previsioni di effettuare investimenti economici importanti, come l’acquisto o la ristrutturazione di una casa, previsti rispettivamente dal 45,8% e dal 16,4% del totale. Lo studio – prosegue il Censis – viene visto dagli immigrati come lo strumento più importante per garantire un percorso di crescita ai giovani: il 98,4% degli immigrati farà studiare i propri figli». «Solo il 19,9% pensa che studieranno il minimo indispensabile (la quota è del 29,5% tra gli italiani), mentre il 75,8% vorrebbe che prendessero una laurea (a fronte del 64,5% degli italiani): strumento di riscatto sociale e, per i genitori stranieri, garanzia di un lavoro meno umile rispetto a quello che molti di loro si sono adattati a svolgere. In ogni caso, ben il 74,2% dei genitori immigrati (a fronte del 40,6% dei genitori italiani) è convinto che i figli riusciranno a trovare la propria strada e a conquistare condizioni di vita migliori rispetto a quelle da loro vissute».
Per il Censis si tratta di «una positiva evoluzione, che potrà avere luogo perchè l’Italia in futuro offrirà maggiori spazi di partecipazione agli immigrati, nell’ambito del lavoro dipendente (71,7%) come in quello autonomo (53,2%), ma anche nello sport (74,9%) e, parzialmente, nella politica (45,7%), innescando virtuosi percorsi di mobilitá sociale ed economica finora quasi sconosciuti». «A dispetto della crisi economica, per i nuovi italiani l’Italia del 2020 sará sicuramente un Paese più benestante :ne è convinto il 65% degli immigrati.