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 2011  dicembre 04 Domenica calendario

LA BIOLOGIA SI IMPARA SU YOUTUBE

Nehru Place è un ibrido tra un centro commerciale e un mercatino nella periferia di New Delhi. I suoi negozi hanno piccole vetrine su edifici a due piani, illuminate e ricoperte di cartelli colorati. Sugli scaffali espongono laptop, accessori, software. Nel tempo i rivenditori hanno imparato a offrire assistenza a basso costo: recuperano dati dagli hard disk danneggiati, oppure sostituiscono parti di hardware, montate in laboratori artigianali sotto gli occhi dei clienti.
Secondo le stime rielaborate dall’Economist intelligence unit entro il 2020 saranno 136 milioni in più gli indiani in età lavorativa. E Nasscom, un’organizzazione non profit del settore hi-tech, rileva che per quella data dieci milioni di persone avranno un "elevato grado di qualifica" nell’area tecnologica. Lo spazio per la formazione professionale e l’istruzione è enorme, quindi, in una nazione dove le esportazioni di information technology aumentano a passi rapidi: l’anno prossimo raggiungeranno un giro d’affari di 68-70 miliardi di dollari. «Quindici anni fa l’informatica era appena agli inizi: sono stati i giovani a costruire le opportunità che vediamo, ma occorre valorizzare il cloud computing e le comunicazioni mobili, anche se manca un accesso diretto ai capitali sul mercato», osserva Som Mittal, presidente di Nasscom e tra i pionieri del network Tie per giovani imprenditori dell’hi-tech.
La formazione diventa decisiva. Da poco Wikipedia ha aperto una sede a New Delhi: è la prima al di fuori dai confini degli Stati Uniti. Ma la scommessa dell’enciclopedia online non riguarda soltanto internet. Prevede iniziative in collaborazione con musei e istituti scolastici. E vuole adattarsi al contesto locale anche attraverso l’introduzione delle "citazioni vocali" nelle sue pagine, attraverso riferimenti alla tradizione orale che non ha una versione trascritta. Negli ultimi anni il governo indiano negli ultimi anni ha finanziato un tablet, Aakash: agli studenti costerà 35 dollari e in alcuni casi sarà distribuito in modo gratuito: il piano prevede di consegnarne dieci milioni. Ha uno schermo da sette pollici, sistema operativo Android e un processore da 600 Mhz. A progettarlo è stato l’Istituto tecnologico indiano (Iit) del Rajastan: ha già in cantiere una seconda versione.
Internet è una chiave di accesso all’istruzione scientifica. Dove l’apprendimento diventa un gioco con la "gamification". Salman Khan è nato negli Stati Uniti da madre indiana: sette anni fa i suoi nipoti gli hanno chiesto un aiuto per i compiti di matematica, ma abitavano in città distanti. Ha trovato una soluzione sul web: registrare alcuni minuti di lezione in un video su YouTube. Che, però, è stato scoperto da altri allievi. È diventato il punto di partenza per la Khan Academy: i suoi filmati riguardano fisica, biologia, astronomia, informatica, economia. Ha 3,5 milioni di visitatori al mese. E funziona da laboratorio per trasformare l’insegnamento in un gioco: gli studenti discutono i corsi tra loro, mettono alla prova le loro capacità con esercizi, ottengono un punteggio collegato con il tempo trascorso a vedere un filmato. Sono partiti anche progetti di integrazione con una scuola negli Stati Uniti. Viene finanziato attraverso le donazioni su internet e di organizzazioni non profit, come la Bill e Melinda Gates Foundation. Alla "gamification" guarda con attenzione anche Nolan Bushnell, cofondatore della Atari: negli ultimi dieci anni ha sviluppato la piattaforma Speed to learn, ancora in fase di prova, dove unisce ricompense tangibili ai risultati degli allievi durante e dopo la fase di apprendimento online.
Ma la formazione su internet è un territorio esplorato in molti Paesi in via di sviluppo. Durante l’estate in Cina prestigiosi atenei come l’università di Pechino e la Tsinghua hanno varato i loro corsi gratuiti sul web. Seguono una strada aperta, ad esempio, dal Mit di Boston con il consorzio OpenCourseWare. L’Africa è il secondo mercato al mondo per utenti di telefonia mobile: i progetti sul campo puntano all’apprendimento con i cellulari, anche a partire da brevi lezioni adattate alla lunghezza degli sms. Finora il Sudafrica è stato tra le principali aree di sperimentazione con iniziative per la matematica come MoMath.