Gianfranco Ravasi, Domenica-Il Sole 24 Ore 4/12/2011, 4 dicembre 2011
BREVIARIO
Lo sapevi, peccare non significa
fare il male: / non fare il bene, questo significa peccare.
Certo, un teologo potrebbe eccepire di fronte a questo distico della poesia A un Papa di Pier Paolo Pasolini. Ciò non toglie che essa custodisca una verità indiscutibile, tant’è vero che la stessa morale cattolica ha introdotto il "peccato di omissione", che talora può essere grave come un "peccato mortale". È l’indifferenza con cui procediamo per la nostra strada, lasciando che l’altro incespichi e cada.
Vorrei, però, aggiungere una chiosa alle parole di Pasolini. Indubbiamente, non bisogna fare il male e si deve evitare di non fare il bene;
ma bisogna anche fare bene il bene. Senza arroganza, fastidio o rassegnazione:
«Se un uomo dà un soldo a un povero malvolentieri e malamente, questo soldo
buca la mano del povero, cade e trafigge la terra», scriveva Léon Bloy.