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 2011  dicembre 03 Sabato calendario

LA STRETTA SUL CREDITO. MUTUI, CROLLO DELL’’8% —

Mutui in picchiata, secondo l’Istat. Nel secondo trimestre del 2011 i prestiti per acquistare casa sono infatti diminuiti, su base annua dell’8,1% in contrasto con quanto era avvenuto nei primi tre mesi dell’anno. Il fenomeno rispecchia, ovviamente, secondo i dati diffusi ieri dall’Istituto di statistica la contrazione delle compravendite di immobili. Si compra di meno, le case restano spesso invendute, non si sa se perché i prezzi sono alti o perché la gente ha meno soldi a disposizione o comunque teme di impegnarsi con grosse spese vista l’incertezza sul futuro dell’economia italiana. Le compravendite dunque, sempre nel secondo trimestre dell’anno in corso, confrontato col secondo trimestre del 2010, sono calate del 3,1% per l’uso residenziale e del 2,5% per l’uso commerciale.
Il calo riguarda tutte le aree del Paese con l’eccezione delle Isole, dove gli acquisti di abitazioni sono aumentati del 7,6% e quelli di magazzini, stabilimenti o uffici del 18,7%. È poi più contenuta la discesa nelle grandi città (-1,8%) rispetto a quella osservata negli altri centri (-4,1%).
I mutui (193.474 in totale) sono diminuiti, come si è detto, dell’8,1%, in particolare, dice sempre l’Istat, quelli con costituzione di ipoteca immobiliare (118.834) calati del 5,3%, mentre i mutui non garantiti (74.640) si sono ridotti del 12,3%. Di contro il numero di mutui risulta in sensibile aumento soltanto nelle Isole (+23,3%): in particolare, quelli senza ipoteca sono cresciuti del 29,9%, i mutui con ipoteca del 19,3%.
Il calo della dinamica dei nuovi mutui è stato segnalato anche dall’Abi che lo lega alla sensibile diminuzione del numero delle compravendite e rivela comunque che l’intero comparto dei finanziamenti alle famiglie ha continuato a manifestare - ma il dato si riferisce al terzo trimestre del 2011 - un trend positivo, pur con un ritmo in rallentamento. L’Associazione bancaria, facendo poi riferimento all’intero periodo dei primi nove mesi dell’anno, sostiene che il flusso cumulato nel periodo rispetto al 2010 rimane in crescita ma con valori inferiori al 2%.
S.Ta.