Nino Sunseri, Libero 3/12/2011, 3 dicembre 2011
GUERRA DELLA PASTA SUI PICCOLINI
Duello a colpi di pasta e biscotti. Ma soprattutto di spot. È quella che divide due multinazionali dell’alimentazione: la Barilla di Parma e la Plasmon, filiale dell’americana Heinz. Altro che Mulino Bianco famiglie felici. Qui volano, a bassa quota, coltelli affilati e appuntiti. Come quelli usati per il roastbeef.
A dare fuoco alle polveri una pubblicità comparativa preparata dalla Plasmon. Una novità assoluta. In Italia la possibilità di fare confronti è ammessa da una quindicina d’anni. Finora a utilizzarla solo le compagnie telefoniche per comparare le tariffe. Un confronto di portafoglio che non infrange il “fair play” commerciale.
La Plasmon ha rotto la tregua in campi diversi dal telefono. Ha infranto un doppio tabù. Ha introdotto la comparazione anche nei beni di largo consumo e ha giocato la mano su un tema delicatissimo come l’alimentazione. Ha messo a confronto le sue “Pennette” con i “Piccolini” della Barilla e i suoi famosi biscotti per bambini con le “Macine” del Mulino Bianco. Come obiettivo dimostrare che solo i prodotti Plasmon sono adatti all’infanzia. La concorrenza, invece, produce per gli adulti e giocando sull’equivoco (“I Piccolini”) fa pensare ad un prodotto per bambini.
Apriti cielo. Da Parma hanno ovviamente risposto per le rime accusando la Plasmon di slealtà e annunciando ricorso al Tribunale. Tanto più che gli americani hanno basato il confronto sulle microtossine. Vale a dire muffe potenzialmente cancerogene. Del tutto assenti nei suoi prodotti. Presenti, anche se ampiamente entro i limiti legali, in quelli della Barilla. Nessun danno per gli adulti. Qualcuno per l’infanzia entro i tre anni. Conclusione: genitori per i vostri figli acquistate solo prodotti Plasmon. Da Parma hanno risposto subito imbracciando, a loro volta l’arma dello spot. Come al solito rivolgendosi alle famiglie e in particolare alle mamme “che sanno bene quello che fanno”. Ora, probabilmente, la parola passerà ai tribunali. È probabile che, da ora in avanti alla Barilla dovranno specificare meglio il “target” di età per evitare equivoci. Resta il fatto che l’accenno alle muffe cancerogene, per quanto assolutamente contenuto nei limiti di legge, possa spaventare i consumatori.
E i fratelli Barilla dovranno dare risposte in un momento poco sereno. Una settimana fa hanno licenziato l’amministratore delegato Massimo Potenza che solo due anni fa aveva sostituito Robert Singer. Qualcuno ironizza sulla Barilla che assomiglia al Palermo dove il presidente Maurizio Zamparini mediamente, fa fuori un paio di allenatori a stagione. Ora la gestione verrà presa da Luca, Guido e Paolo Barilla. Dovranno fronteggiare un’altra offensiva. L’ha scatenata Assocarni contestando le conferenze del Barilla Food Center dove viene celebrata la pasta come ingrediente principale della dieta mediterranea. La carne, tanto per cambiare, sarebbe cancerogena. Prove zero.
Nino Sunseri