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 2011  dicembre 02 Venerdì calendario

SAN FRANCISCO DICE ADDIO AI CONTANTI - SE MARIO MONTI

ha proposto di proibire l’utilizzo del denaro contante sopra una certa soglia (si dice 300 euro) per combattere l’evasione fiscale pagando con denaro elettronico, a San Francisco la soluzione arriva dal mondo Hi-tech ed è comunemente accettata senza tutte le polemiche che hanno accompagnato la proposta del nuovo premier al Senato. Perché qui è un pensiero condiviso che la tecnologia semplifica la vita e non si evoca continuamente il Grande Fratello.
Eliminare il contante ma in che modo? Mettendo nel portafoglio qualche dollaro per il biglietto della metropolitana e i quotidiani, per sfruttare l’immediatezza di credit e debit card (bancomat), cosa che si fa già ampiamente in America e potrebbe diventare ancora più diffusa grazie alle applicazioni che consentono di pagare con il telefonino.
Il motivo è chiaro: maggiore velocità nelle transazioni e maggior controllo sulle proprie spese, anche se per piccole cifre. In città, infatti, non solo le grandi attività commerciali, come negozi, ristoranti e bar (dove si può pagare persino un caffè con il bancomat), permettono la strisciata sul pos, ma anche chi ha un’attività in proprio può utilizzare lo stesso sistema.
Basta avere un telefonino su cui applicare Square “the mobile payment solution”, un accessorio di plastica nero dotato di una fessura, studiata per il passaggio della carta, che si funziona con iPhone, iPod Touch, iPad ma anche telefoni con sistema operativo Android. L’inventore è Jack Dorsey, fondatore di Twitter, che attraverso questo minuscolo quadrato o cube, come viene chiamato in slang, ha reso più agili le trattative persino ai nomadi farmers market, insomma gli ambulanti delle campagne. E non solo a loro.
Per esempio la proprietaria di Pretty Parlor ( pret  typarlorsf.com  ), un centro estetico a San Francisco, si è da poco trasferita al numero 3150 sulla 18esima: ha affittato un loft, con una sola stanza dove ha sistemato il lettino per i trattamenti, e ha rimpiazzato il vecchio pos con Square. «È comodissimo – spiega - perchè te lo puoi portare sempre in giro. Chi lavora in modo autonomo ne ha uno». E in effetti è utile e veloce: dopo aver strisciato la carta, sullo schermo dell’iPhone appare una finestra in cui si digita il proprio codice o si scrive la propria firma con le dita.
Questo il primo passaggio. Il secondo include la mancia, il minimo richiesto è il 15% del totale, e la consegna della ricevuta: si può scegliere se ricevere lo scontrino via posta elettronica o via sms digitando indirizzo o numero di telefono negli spazi dedicati. Se si opta per l’sms dopo qualche istante sul proprio cellulare appare il messaggio di addebito. Il sistema sembra essere molto affidabile, a prova di criminalità digitale e truffe. Per comprendere meglio il funzionamento o per scaricare il programma sul proprio telefono basta farsi un giro sul sito squareup.com  : l’accessorio è adatto a qualsiasi carta di credito (Visa, Mastercard , Diners eccetera) e si utilizza sui vari smartphone.
Per ogni operazione o swipe viene trattenuto il 2.75% all’esercente, più o meno la stessa percentuale che viene richiesta dal pos tradizionale. A San Francisco si acquista in uno dei punti vendita di Radio Shack una sorta di mega store dedicato alla telefonia, a un costo di 9.99 dollari, davvero pochissimo. «È un prodotto richiestissimo – dice il commesso del negozio in Mission Street– aiuta non solo i liberi professionisti ma anche i clienti che ai contati preferiscono la carta di credito».
Tale Aaron Pretzels, per esempio, sulla pagina di iTunes dedicata al prodotto, scrive che tale sistema gli ha cambiato la vita: «Ogni weekend a casa tengo lezioni private di business a più di cento studenti. Square mi ha evitato le scocciature di conti e resti tipici del pagamento in contanti». Dunque dalla ceretta alla lezione privata in casa, la transazione in denaro digitale può facilitare la vita, altro che Grande Fratello.
Sempre sul sito, chi è in possesso di uno smartphone può scaricare Card Case: un’applicazione lanciata lo scorso novembre su cui gli utenti possono registrare i dati della propria carta di credito e pagare tramite iPhone. Grazie al gps, sul telefonino vengono individuati i negozi in cui è possibile effettuare le transazioni con Card Case. Da Ritual Coffee, un locale in Valencia Street si acquistano caffè e muffin...
Il meccanismo è molto semplice: alla cassa si rilasciano i propri dati i quali vengono inseriti in una sorta di archivio digitale del locale, in questo modo ogni volta che si ordina un tè, per pagare è sufficiente comunicare il proprio nome. Il sistema, poi, registra l’operazione e sul cellulare si riceve un sms che equivale allo scontrino.
Secondo alcuni esperti del settore, il telefonino, nel prossimo futuro, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio portafoglio. Ed è cavalcando quest’onda che gli ingegneri di Google hanno progettato Google Wallet ( google.com/wallet  ), a disposizione di chi è in possesso di un Nexus S 4G, il Google Phone. Il sistema per ora è stato creato solo per Citi e Mastercard, ma il procedimento è sempre lo stesso. Si registrano i propri dati e una volta alla cassa si pagano gli acquisti appoggiando il telefonino su un pos realizzato ad hoc: la transizione avviene grazie alla lettura di un codice a barre. L’idea che circola in casa Google è Make you phone your wallet: tasche più leggere insomma a prova di rapina e mente più aperta e nessuna evasione fiscale.