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 2011  dicembre 02 Venerdì calendario

LONDRA, PIANO D’EMERGENZA ANTI-CONTAGIO

«Un quadro economico eccezionalmente serio e minaccioso». Il governatore della Banca d’Inghilterra Mervyn King adotta un linguaggio estremo per dire, forte e chiaro, alle banche inglesi che l’ora è tanto grave da averlo indotto a disegnare piani d’emergenza in caso di collasso dell’euro. Un’ipotesi che anche per la Bank of England non è più di scuola. Nel palazzo di Threadneedle Street, cuore della City, si fanno e rifanno i conti per gestire una situazione che non si può, però, riassumere «in un singolo ben identificato evento dal quale tuelarsi immaginando misure d’urgenza». Più eventi, quindi? Non esattamente. «È una crisi di solvibilità, non di liquidità, che può essere risolta solo dai governi interessati. Qui, nel Regno Unito, dobbiamo trovare strumenti per rafforzare la resistenza del sistema finanziario in vista di tempeste che potrebbero arrivare anche nella nostra direzione. Il futuro può assumere forme diverse - ha chiarito il governatore - forse l’Eurozona non si spaccherà, forse si svilupperà in forme diverse, forse si creerà un quadro di default». E sul "forse" Mervyn King passa e chiude, senza entrare nello specifico delle contromosse allo studio, ma limitandosi ad aggiungere anche la sua parola a quelle che si accavallano in questi giorni tracciando percorsi finali per la divisa comune europea.
Il governatore ieri è andato molto oltre il semplice enunciato di un’emergenza incombente, già espresso in Parlamento tre giorni fa, confermato dal Cancelliere George Osborne, e ha elencato una serie di cose da fare e da fare al più presto. Ha parlato nella nuova veste di presidente del Financial Policy Comittee, l’istituzione che nel 2013 assumerà le maggiori funzioni della Fsa, divenendo il più importante organismo di controllo e di vigilanza finanziaria nella City. Si è così rivolto alle banche invitandole a salvaguardare e consolidare i requisiti di capitale anche tagliando i bonus dei dipendenti e i dividendi agli azionisti. E non solo. «In questo quadro eccezionalmente minaccioso - ha scritto il Comitato presieduto dal governatore - raccomandiamo di aumentare i livelli di capitale facendo, prossimamente, anche ricorso al mercato». Emissioni di nuovi titoli, quindi, nonostante lo stesso King abbia riconosciuto che gli istituti di credito britannici hanno buoni livelli di "difese" con un tier 1 ratio sopra il 12 per cento (nettamente inferiore invece il core tier 1). Un’iniziativa del genere, secondo il governatore, non dovrà però ridurre la capacità delle banche di concedere crediti alle imprese. In un contesto di recessione incipiente, se gli istituti di credito britannici chiudessero i rubinetti più di quanto stanno già facendo aggraverebbero la lente marcia verso la crescita. Rinforzarsi senza frenare i prestiti lascia alle banche poche strade se non aumenti di capitale. Un punto sul quale è stato esplicito, due giorni fa, il Ceo di Royal bank of Scotland. «È difficile - aveva detto in sostanza Stephen Hester - ricorrere in questo momento al mercato: le banche sono considerate un investimento stupido».
Capitale, dunque, ma non solo. Il caso della banca franco-belga Dexia, secondo il Financial Policy Committee, impone di guardare ad altri indicatori che possono dare il polso della salute delle istituzioni finanziarie. Il riferimento esplicito è alla leva. «Basilea III - si legge nel testo diffuso dal Comitato - impone che le banche calcolino il leverage ratio dal 2013 e presentino report specifici sul punto dal 2015. Raccomandiamo, invece, che fin dal 2013 gli istituti diffondano chiari report sulla leva adottata». C’è scetticismo per l’«opacità e per la complessità» dei meccanismi utilizzati dalle banche nel calcolo dei rischi che, oltretutto, sarebbero comunicati in modo «incompleto». Elementi che aumentano, secondo il Financial Policy Committe, «il sospetto degli investitori sulla solidità delle banche».