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 2011  dicembre 02 Venerdì calendario

SAREBBE PIÙ UTILE CERCARE UN BOMBARDATORE DI ULTIMA ISTANZA

Ho la sensazione, basata su miei «segnali deboli», che si sia vicini, non alla fine della crisi (ne riparleremo nel 2020), ma all’inizio di un periodo di stanca, per eccesso di tensione-confusione.

Osserviamo il crollo fisico di Sarkozy e Merkel dopo l’indimenticabile scambio di sguardi beffardi, che ha affondato per sempre Silvio Berlusconi; ma anche loro, pur senza rendersene conto. Sarkozy aveva ancora la postura eretta, simile a quella di Mussolini nel momento in cui accoglieva Hitler a Roma Ostiense, ora ha sì la postura di Mussolini, però quella sgualcita di Dongo, travestito da caporale tedesco.

Lo stesso per la Merkel, da un accenno di linea femminile di allora, il terribile stress che la divora, facendole ripetere «niet», «niet», l’ha trasformata in un parallelepipedo marmoreo.

Obama, finita la carta per stampare dollari, tace, lascia parlare il tarantolato Nobel Krugman, che suggerisce ogni giorno a Draghi soluzioni intelligentissime per risolvere la crisi dell’euro, pur non trovandole per il dollaro.

L’elegante locuzione in uso, «Banca centrale europea (Bce) prestatore di ultima istanza», pare che significhi «Banca Centrale che stampa moneta» (questa l’idea geniale dei tecnici).

Altri si domandano, con buonsenso: «Siamo sicuri che se la Bce si impegnasse a comprare titoli in modo illimitato le tensioni sparirebbero?».

C’è molta confusione, stanchezza, ora tutti noi abbiamo bisogno, dopo aver fatto i compiti a casa, indossato il loden, di trascorrere un Natale povero, ma sereno. Basta banchieri, professori, tecnici, meglio ispirarci al Mao Zedong della Rivoluzione Culturale. Suggerisco: «Vento dell’Est, vento dell’Ovest», «Spazzar via tutti i mostri», fino al risolutivo «Bombardare il Comitato Centrale del PCC».

Meglio un «prestatore di ultima istanza» o un «risolutore definitivo», in grado di bombardare Francoforte-Bruxelles-Berlino?