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 2011  dicembre 02 Venerdì calendario

A MILANO UOVA E POMODORO CONTRO GIANNINO


«Fascista! Padrone! Vergognati!». Sono le parole che hanno accolto l’ex vicedirettore di Libero, Oscar Giannino all’ingresso dell’università Statale di Milano dove ieri pomeriggio era atteso per un convegno sul tema della crisi europea organizzato da Azione Universitaria. «All’ingresso e ho trovato una cinquantina di ragazzi che impedivano l’accesso. Avevano una ragazzina in prima fila, come ai miei tempi. Appena mi hanno visto hanno cominciato a urlare, poi mi hanno lanciato delle uova e fatto un bella doccia col pomodoro», racconta Giannino. «Tutto sporco, ho provato a parlare con loro per cercare di capire le ragioni di un gesto simile. Ho spiegato che sono nato a Mirafiori, che lavoro da quando ho 16 anni, ma è stato tutto inutile. A un certo punto la polizia mi ha pregato di allontanarmi “per evitare il peggio” e, coperto di pomodoro, sono stato costretto ad andare via».
Secondo i testimoni i responsabili dovrebbero essere i membri del collettivo Assemblea di Scienze Politiche, già noti per episodi di violenza in passato, come ricorda Carlo Armeni, rappresentante studentesco nel senato accademico e moderatore della conferenza. «L’ateneo è tenuto in ostaggio da un gruppo di studenti di sinistra che sembrano intoccabili. Tutti sanno chi sono ma nessuno fa nulla per paura di ritorsioni, compresi i vertici universitari. Siamo riusciti a concludere il convegno solo perché Renato Besana, altro relatore, è passato da un’entrata secondaria». Antonino La Russa ha visto tutta la scena. «Giannino era immobile sotto il lancio di uova e cercava di spiegare le sue ragioni. Poi è arrivato un ragazzo barbuto e gli ha svuotato addosso una bottiglia di passata di pomodoro. E lui ancora lì a parlare. Quando ha detto di aver lavorato in America gli hanno risposto “bravo, sei andato con i soldi di papà in America”. E Giannino: “Ma no, cosa state dicendo”. Alla fine se n’è andato accompagnato da quattro agenti, coperto di pomodoro dalla testa ai piedi».
In serata, molti gli attestati di solidarietà, compreso quello della Federazione nazionale della stampa che ha parlato di un gesto di «estrema gravità che ricorda inquietanti episodi di un passato che pensavamo dovesse essere relegato nei libri di storia».

Salvatore Garzillo