Libero 1/12/2011, 1 dicembre 2011
LA VERSIONE DI DSK: «LEI AVEVA UNO SGUARDO PROVOCANTE»
«Lei lo fissa diritto negli occhi, poi guarda il suo sesso. Raramente lui ha rifiutato la possibilità di un attimo di piacere». Sembra un passo di un romanzaccio porno da quattro euro preso all’edicola della stazione. Invece è la versione ufficiale rilasciata dall’entourage di Dominique Strauss-Kahn – tramite il giornalista di fiducia Michel Taubmann – dell’incontro con la cameriera del Sofitel a New York. La versione del poco innocente, insomma.
Dopo la ricostruzione fatta dalla “New York review of Books” dei misteri attorno alla camera 2806 (e il presunto zampino di Sarkozy nella vicenda), prosegue la controffensiva mediatica di DSK che cerca di riemergere dalla latrina in cui è piombato. E lo fa con un libro scritto dal suo biografo Michel Taubmann, “Affaires DSK. La contre-enquête” di cui oggi “Paris Match” pubblica alcuni estratti.
Nel libro DSK si difende anche dal nuovo scandalo che l’ha investito, quello delle serate a luci rosse all’hotel Carlton di Lilla, ammettendo di aver partecipato a delle serate «libertine» ma assicura di considerare la prostituzione «un orrore». L’ex direttore dell’Fmi, bontà sua, riconosce di avere una «vita sessualmente libera» e Taubmann evidenza come sia state commesse delle «ripetute leggerezze» dall’ex favorito alla presidenziali del 2012 che comunque viene definito «vittima di un accanimento giudiziario e politico».
Per esempio. Venerdì 13 maggio, vigilia del pasticcio del Sofitel, Strauss-Kahn viene messo in guardia da un amico, poliziotto a Lilla e coinvolto nello scandalo delle squillo: «Occhio alle ragazze», dice al compagno di orge, «stai molto attento». Ti sorvegliano. «Non ti preoccupare», risponde DSK, «d’ora in poi non guardo più una donna, mi metto i paraocchi». Semplice no? La mattina dopo, tanto per disintossicarsi dalla sessuomania, esce nudo dalla doccia nella sua suite al Sofitel e si ritrova di fronte la cameriera Nafissatou Diallo che sembra «sorpresa ma per nulla terrorizzata». Lei attraversa la stanza e si dirige verso l’uscita, «senza minimamente affrettarsi». «Strauss-Kahn se ne accorge», scrive Taubmann, «la segue con lo sguardo nel corridoio. Nafissatou si gira. Lo fissa diritto negli occhi. Poi guarda in modo ostentato il suo sesso. La carne è debole. Dominique vi legge una proposta. La situazione lo diverte. Raramente, in vita sua, ha rifiutato la possibilità di un attimo di piacere. Non resiste alla tentazione di una fellatio. L’atto è rapido, rapidissimo, “precipitoso” scriverà il procuratore di New York nel suo rapporto del 23 agosto 2011. Fra i cinque e i sei minuti circa». Sufficienti a distruggere la sua carriera.