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 2011  dicembre 01 Giovedì calendario

Blitz di Fed e Bce, le Borse volano - La giornata delle Borse era cominciata male, con la notizia che l’agenzia S&P aveva abbassato il rating di 37 grandi banche, tra cui Ubs, Barclays e Hsbc, punite in avvio da cali sull’1,5%

Blitz di Fed e Bce, le Borse volano - La giornata delle Borse era cominciata male, con la notizia che l’agenzia S&P aveva abbassato il rating di 37 grandi banche, tra cui Ubs, Barclays e Hsbc, punite in avvio da cali sull’1,5%. Poi c’è stata una forte rimonta mondiale, grazie a una iniziativa che ha visto protagonista la Fed. A Milano il Ftse Mib ha chiuso con un balzo del 4,38% a 15.268 punti e il Ftse All Share del 4,31% a 16.026, e le banche sono state tra le maggiori beneficiarie: Mediobanca (+7,69%), Banco Popolare (+7,56%), Bpm (+6,9%), Ubi Banca (+6,86%), Intesa (+6,14%), Unicredit (+3,2%). Tra le altre azioni in vista Finmeccanica (+7,29%), Lottomatica (+6,82%), Exor (+4,12%). In Europa, Francoforte ha guadagnato il 4,98% fino a 6.088 punti, Parigi il +4,22% a 3154, Londra (Ftse-100) il +3,16% a 5505. A Wall Street il Dow Jones ha chiuso in rialzo del 4,16% e il Nasdaq a + 4,17%, l’S&P 500 a +4,30%. L’euro ha rivisto quota 1,35 contro il dollaro, i rendimenti dei Btp sono scesi al 7,02% e il differenziale con il Bund tedesco a 474 punti base. Quali fattori hanno alimentato il rally? Il primo segnale è venuto da Pechino, che ha alleggerito i vincoli di bilancio per le proprie banche bisognose di liquidità. A seguire, un rapporto sull’occupazione Usa nel settore privato che ha registrato in novembre 206 mila assunzioni, il miglior dato da un anno. Ma la novità decisiva è stata un annuncio congiunto delle sei maggiori banche centrali di una mossa coordinata: la Fed ha allargato la fornitura di dollari alle maggiori piazze estere (tramite la Bce e le banche giapponese, britannica, canadese e svizzera) a un tasso più conveniente, dimezzato dall’1% allo 0,50%. In pratica, la banca Usa presta dollari a chi li richiede in cambio (swap) di una somma equivalente in valuta, a un tasso di cambio e per un periodo prefissato. Non c’è quindi per la Fed esposizione al rischio valutario. Quando sui mercati ci sono forti tensioni che ostacolano la circolazione della liquidità tra gli operatori, con il rischio di paralizzare l’attività economica, un intervento come questo favorisce l’afflusso del cash sui mercati. Era già successo dopo l’11/9/2001, e poi nel 2007 per il fallimento della Lehman Brothers. Il programma, chiuso nel febbraio 2010 perché le condizioni erano migliorate, fu riaperto nel maggio 2010 ai primi segni di crisi in Europa. Da allora ha vissuto senza particolari picchi negli scambi, ma le ultime settimane avevano fatto salire il volume a 2,5 miliardi. L’annuncio di ieri prolunga il programma fino al febbraio 2013, dando così fiato ai governi per intervenire sulle cause strutturali degli squilibri di bilancio delle economie in crisi. La Fed non immette nuova moneta, né salva le economie sotto stress: apre però una valvola di decongestione che allenta la pressione della speculazione e del panico dei correntisti in fuga dalle banche. La Fed nel suo comunicato ha rassicurato sulla tenuta del sistema bancario Usa e sulle armi che ha ancora a disposizione: «Le istituzioni finanziarie americane al momento non hanno difficoltà ad ottenere liquidità per finanziare i mercati nel breve termine. Comunque, se le condizioni dovessero deteriorarsi, la Fed ha un ventaglio di strumenti a disposizione per fornire liquidità alle banche ed è preparata a usarli secondo necessità per sostenere la stabilità finanziaria e promuovere l’estensione del credito a famiglie e imprese». Ieri anche il Tesoro italiano ha avviato un nuovo sistema di gestione della liquidità che giace sul Conto Disponibilità. «La riforma è un mero adempimento tecnico, necessario e programmato da tempo, per assolvere agli obblighi previsti» dalla legge del 2009 in materia di gestione delle liquidità del Tesoro, dice un comunicato. «La norma imponeva al ministero di gestire la liquidità in eccesso sul Conto Disponibilità detenuto presso la Banca d’Italia in linea con gli indirizzi della Banca Centrale Europea e come già previsto ed operante in tutti gli altri paesi dell’area euro».