Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 01 Giovedì calendario

IL COMMENSALE “A CENA PERCHÉ VECCHI AMICI” - C’è

IL COMMENSALE “A CENA PERCHÉ VECCHI AMICI” - C’è un commensale per cui Augusto Minzolini ha speso la bellezza di 3 mila euro con la sua carta di credito aziendale. Il fortunato è Franco Bechis, vicedirettore di Libero.
Ma che vi siete mangiati con 3 mila euro?
È dal 1990 che ci conosciamo, Minzolini mi ha fatto da guida nei meandri del Parlamento quando arrivai da Milano e non conoscevo nessuno. È un amico, ci siamo frequentati molto assieme a diversi colleghi. Che adesso gli sparano contro.
Ok, ma che c’entrano i ristoranti di lusso?
Mangiamo insieme una o due volte al mese, in centro a Roma perché è comodo per tutti. Una volta pago io, una volta lui.
Con la carta della Rai, paga lui.
Non ho mai controllato, io tiro fuori i soldi miei perché non so fare le note spese, perdo tutto.
Minzolini invece ci sa fare coi rimborsi.
Quando fecero la trattativa per assumerlo io seguii la vicenda. Lui voleva farmi vice, ma non mi avrebbero mai preso, perché sono più cattivello e i consiglieri di maggioranza mi avrebbero bocciato. Comunque, un po’ sapevo come procedeva la faccenda, e siccome Augusto aveva dato l’esclusiva per il video, ma non per la scrittura, a un certo punto saltò fuori un grosso problema: lui guadagnava 4 mila euro con le collaborazioni, loro non volevano assolutamente aumentargli lo stipendio, né che scrivesse per altri. Dettaglio assente nel contratto già firmato e valido.
E allora?
Allora si pensò a un forfait per compensare la perdita.
Cioè la Rai dava a Minzolini carta bianca su cene, alberghi e aperitivi fino a 4 mila euro al mese, più o meno?
Altrimenti, come mai nessuno gli ha mai contestato le note spese sganciate dal suo lavoro? Certo per un’azienda pubblica non è l’ideale questo tipo di fiscalità, ma credo sia andata proprio così.
Fu un’idea di Masi?
Una mediazione, ma tutti sapevano tutto. È ovvio.
Adesso Minzolini che fa: molla o resiste?
Sta lì fino alla morte. Più gli chiedono d’andarsene, più resta.