VIKTOR EROFEEV, la Repubblica 1/12/2011, 1 dicembre 2011
LO ZAR ETERNO/2
Il grande scrittore russo Nikolaj Gogol’ una volta osservò, in una delle sue lettere, che le opere che devono ancora essere scritte sono come "ospiti celesti": esistono nei cieli e devono solo discendere delicatamente fino al loro autore. Questo è, in sostanza, ciò che io dirò delle elezioni per la Duma che si terranno in Russia il prossimo 4 dicembre e di quelle presidenziali di marzo. Tuttavia, c’è una lieta novella: i loro risultati sono già inscritti nei cieli del Cremlino e il compito della politica statale è farli discendere in terra senza sospetti, né scandali. Sono pronto a trasformarmi in uno sciamano della Jakuzia, che predice il futuro, al suono del tamburello, e annunciare che l’obiettivo sarà completamente raggiunto, senza sgradevoli sorprese per il potere. Avremo le migliori elezioni del mondo! La verità è che la comicità della situazione sta nel fatto che qualunque cittadino russo potrebbe trasformarsi in uno sciamano jakuto: la situazione è chiara a tutti. Solo una persona psicolabile sarebbe in ansia per i nostri risultati elettorali, e trascorrerebbe notti insonni a rosicchiarsi le unghie, in preda a una terribile agitazione, mentre si arrovella nel pensiero di chi sarà il vincitore.
(segue dalla copertina) Solo una simile persona potrebbe immaginare, nel suo delirio, per esempio, che le elezioni saranno vinte dai comunisti guidati da Zjuganov. Solo un povero dissennato potrebbe credere che le elezioni saranno vinte dal ben noto, ma politicamente senza speranze, Zhirinovskij, che si presenta alle elezioni col programma di difendere i russi dai non russi.
Quanto a tutti gli altri partiti minori, da quelli di nebulosa tendenza liberale come "Jabloko" agli sbiaditi socialdemocratici di "Russia giusta", neppure un folle potrebbe credere al loro successo.
Certo, non è stato tutto così chiaro fin dal principio. Alcuni ritenevano che Medvedev non avrebbe ceduto, senza lottare, la carica presidenziale a Putin. Altri credevano che il simpatico e brillante oligarca Mikhail Prochorov, dando vita al funzionale partito "Giusta causa", filoeuropeo, sarebbe entrato nel Parlamento con la benedizione celeste. Ma Medvedev ha barattato le sue ambizioni presidenziali con l’integrità personale: è rimasto fedele fino alla fine al suo vecchio amico Putin certo, probabilmente, di ottenere per qualche tempo il non trascurabile posto di primo ministro. E Prokhorov già prima delle elezioni aveva deciso di venire a patti col Cremlino.
Esiste, in realtà, un piccolo gruppo di opposizione al di fuori del sistema che odia il nostro potere, che tuttavia non è stato candidato alle elezioni perché, a dire il vero, fa molto rumore, ma non ha il sostegno del popolo. Ma chi ha il sostegno del popolo? Chi è amato dal popolo? In effetti, ciò è irrilevante dal momento che tutta la situazione è sotto controllo.
Un altro fatto è che il popolo da qualche parte dentro di sé, nella profondità del proprio animo, comincia a nutrire dei dubbi; e questo è un dato nuovo di cui non si prevedono ancora le conseguenze. Per esempio, si è registrato di recente un episodio increscioso in uno stadio: alcuni giornalisti hanno avuto l’impressione che Putin sia stato fischiato dai nostri tifosi. Quindi qualcosa di indecente fermenta nella pancia del popolo. Il popolo comincia a prendersi delle libertà, a raccontare storielle; ad ogni modo ha smesso di provare un sentimento di incondizionata gratitudine per il fatto di essere vivo. E l’ inteligencija, dal canto suo, non manifesta grandi entusiasmi. Mostra una certa sgradevole perplessità sull’opportunità di andare al voto.
Alcuni intellettuali ritengono persino che sia una vergogna andare alle elezioni, tanto anche così il risultato è chiaro.
Tutto ciò produce una tensione impercettibile. Si ha la sensazione che il potere sia come risentito nei confronti della popolazione. In alcuni blog si fa della satira contro il partito al potere, si dice che è un partito di ladri e delinquenti; in Internet c’è fermento e questo Internet, se io fossi il potere russo, lo vieterei. Vi si respira un’aria poco sana! Non è facile avere a che fare col nostro popolo! Non si capisce mai che cosa vuole! Il potere flirta apertamente col popolo, ricorda con tenera nostalgia i tempi dell’Unione Sovietica, punisce severamente chi dileggia i sentimenti nazionali e il suo atteggiamento verso l’Occidente si è fatto più severo: che l’Occidente risolva da solo i propri problemi economici e non si arrischi a giudicare le nostre elezioni democratiche. E tutto in nome del popolo, per il popolo, con le promesse pre-elettorali racchiuse in tre caselle. Così aspettatevi la prosperità nazionale, ma di un diffuso entusiasmo popolare nel paese non c’è traccia.
Se le cose continueranno in tal modo, dopo le elezioni il potere dovrà essere più severo, ripristinare l’ordine nel paese, incrementare le fonti di entusiasmo popolare, diffondere terrore e tensione. Sono certo che diventerà più severo sia nei confronti del mondo esterno, il vostro, sia all’interno, nel nostro paese. Ma nel frattempo affigge dovunque attraenti manifesti di propaganda elettorale, organizza intrattenimenti e lo fa nel migliore dei modi.