ORIANA LISO , la Repubblica 1/12/2011, 1 dicembre 2011
"La Primavera milanese non è tramontata con Boeri chiarimento vero" - MILANO - Giorni convulsi, a Milano
"La Primavera milanese non è tramontata con Boeri chiarimento vero" - MILANO - Giorni convulsi, a Milano. Lo smog che si taglia a fette, come la tensione in Comune. Sindaco Giuliano Pisapia, blog e social network chiedono: la primavera arancione è già finita? «Non lo è, perché non è finito, anzi, si rafforza, il nostro metodo: il confronto diretto con la città. Potrei decidere in solitudine, da sindaco sarebbe un mio diritto e un mio dovere, forse. Invece, e parlo del caso Boeri, ho voluto ascoltare non solo la giunta, ma tutti i consiglieri di maggioranza, prima di decidere». "Pisapia è un dittatore", dicono in Rete sulla rottura rientrata con l´assessore Boeri. «Ho opinioni diverse anche rispetto ad altri assessori, ma quando accade ne parliamo, e spesso finisco per accettare la loro visione, perché magari hanno una competenza che io non ho. Non è una finzione, quella delle decisioni condivise, della collegialità, ci credo davvero. Si discute, ci si confronta, e si decide. Ma dopo non è che qualcuno salta su e dice "faccio il contrario". Con Boeri c´era il rischio che lo scontro diventasse continuo. E non con me, ma con l´intera giunta. Stefano ha commesso errori di metodo nel confronto, e lo ha ammesso. Mi è parso sincero nella sua voglia di andare avanti a costruire quel progetto di città in cui entrambi crediamo». Ora cosa succederà? Boeri assessore sotto tutela? «Io non ho mai pensato a tutele e certo non ho fatto compromessi con i partiti in questo senso. Ma Stefano si è detto convinto che la soluzione scelta è quella che ci permetterà di tornare a lavorare serenamente». Sinceramente: non le sembra una soluzione tarallucci e vino? «Se non ci fosse stato un chiarimento reale, e spero definitivo, allora sarei andato avanti per la mia strada. Questo lo posso assicurare. I consiglieri mi hanno convinto che questa era la soluzione giusta». Parlare di città migliore ci porta sul tema smog. Su cui - lo ammetterà - avete fatto una bella retromarcia. «No: abbiamo solo allargato il campo, di quella marcia. E per almeno due motivi. Quando un mese e mezzo fa avevamo fatto una delibera restrittiva sullo smog pensavamo di essere soli: non speravamo di poter coinvolgere tanti Comuni della Provincia in così poco tempo. E se ho una certezza - in mezzo ai mille pareri, consulenze, perizie sul tema - è che più si allarga l´area di un intervento, più si ottengono effetti anche se l´intervento è meno drastico». La maggioranza dei Comuni non ha aderito al blocco. «Vero, ma si dovrà pur iniziare da qualche parte. Questa è la prima volta che si riesce a mettere in piedi un provvedimento condiviso da tante amministrazioni, che ringrazio davvero. Dobbiamo coinvolgerne tante altre, certo, mettendo anche la Regione davanti alle sue responsabilità: se le restrizioni fossero in tutta la Lombardia, l´abbattimento delle polveri sarebbe infinitamente più alto». Qual è l´altro fattore che vi ha fatto cambiare idea? «La situazione reale di Atm, che non conoscevamo fino a quando il nuovo cda non l´ha portata alla luce. Le valutazioni che avevamo in precedenza sulla tenuta della rete di trasporti in caso di blocchi non erano realistiche e se avessimo fermato tutte le auto - considerando anche i problemi sulla linea uno del metrò - sarebbe stato il caos totale». Lo deve spiegare ai Genitori antismog e al comitato per i referendum ambientali: dicono che state tradendo le promesse. «I Genitori antismog mi hanno aiutato molto, in questo anno, a migliorare la mia sensibilità su questi temi. E ai referendum ambientali credo molto: dico a tutti loro che non ho ricette magiche, e devo ricordarmi che sono il sindaco di tutti i milanesi, ma gradualmente manterremo tutti gli impegni». Vi siete impegnati anche su un altro tema: il contrasto alle mafie. Molto attuale, vista l´inchiesta tra Milano e la Calabria. «Queste notizie dimostrano che l´allarme sul tema è reale, al contrario di quello che qualcuno - anche qui a Milano - ha detto. E noi già stiamo facendo la nostra parte, con le forze dell´ordine, la magistratura, gli esperti». In primo piano c´è anche un´altra inchiesta, che coinvolge i vertici della Regione. «Spetta alla magistratura accertare le responsabilità penali, ma un giudizio politico voglio darlo: un sistema tale di corruzione non è accettabile né a Milano né altrove. Ecco perché, ora, il centrosinistra deve iniziare a ragionare per portare la buona politica in Regione».