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 2011  dicembre 01 Giovedì calendario

Ora la mannaia del Prof spaventa i leader politici - Adesso i leader della maggioranza iniziano a tremare

Ora la mannaia del Prof spaventa i leader politici - Adesso i leader della maggioranza iniziano a tremare. Le scarne notizie di cui dispongono – giacché, come ammette uno di loro, «Monti non ci ha anticipato ancora niente» – indicano che è in arrivo una vera mannaia, molto più dura del previsto. Ci sarà la riforma delle pensioni e non sarà affatto "light" e ci sarà anche la patrimoniale, il ritorno dell´Ici, tutto quanto. «Sono gli ultimi giorni di pace», sospira Enrico Letta vedendo le nuvole avvicinarsi all´orizzonte. «Abbiamo chiesto a Monti di tener conto anche dell´equità delle misure - confida il vicesegretario del Pd - e speriamo che abbia capito. Altrimenti sarà difficile tenere». È per questo che i previsti incontri del premier con i partiti e le parti sociali sono improvvisamente spariti dal radar. Forse ci saranno contatti telefonici, al massimo faccia a faccia riservati. Nella segretezza di palazzo Giustiniani, con il portone chiuso. I leader della maggioranza, pur volendo sapere cosa contiene il pacchetto Monti, non ci tengono infatti a «metterci la faccia». «Monti - spiega Italo Bocchino di Fli - l´abbiamo messo lì proprio perché è un tecnico: non deve andare a caccia di consensi, faccia quel che deve fare senza trattare con nessuno». È la posizione di Pier Ferdinando Casini, niente incontri con Monti, anche per aiutare Bersani a sottrarsi alle pressioni enormi che sta ricevendo all´interno del partito e all´esterno (Cgil) per sfilare il tema della previdenza dal tavolo. Lo stesso Berlusconi, a quanti dei suoi si lamentavano per non ricevere notizie sulle misure in gestazione, ha risposto con un sorriso senza farne un dramma: «Che ci volete fare? Io ci sono abituato. È come con Tremonti, anche questo fa tutto da solo». Insomma, se davvero il premier, come ha detto ieri a Bruxelles, si tenesse lontano dalle «ritualità» delle consultazioni formali con i partiti e dalle concertazioni preventive con le parti sociali, i primi a rallegrarsene sarebbero proprio i leader della maggioranza Pdl-Pd-Terzo polo. «Essere consultati - osserva uno di loro - significa in qualche modo condividere. Mentre è meglio per tutti che sia il governo a scegliere il mix giusto tra le misure, tenendo conto della necessaria equità e del giusto bilanciamento». Ecco, la parola magica è «bilanciamento». Perché il pacchetto in arrivo il 5 di dicembre dovrà essere politicamente neutro, scontentando tutti allo stesso modo. E dovrà essere approvato in un tempo record, se è vero che Monti conta di vedere tutti i provvedimenti approvati prima che il Parlamento si fermi per Natale. La maggioranza è infatti sempre in equilibrio precario. E solo un blitz del governo, con un calendario parlamentare serrato, potrà far digerire la maxi manovra da 20 miliardi. A Montecitorio ieri la prima prova della nuova maggioranza è andata in fondo meglio del previsto. Approvato in due giorni l´obbligo costituzionale del pareggio di bilancio, dopo che per mesi il precedente governo aveva cincischiato sull´argomento. Insomma, Monti ha tirato un sospiro di sollievo immaginando cosa lo aspetta da lunedì prossimo. «In fondo - ha fatto notare il ministro Piero Giarda a un deputato amico - questa norma era l´equivalente di un allenamento per un ciclista. Un tratto in pianura prima della grande salita. Era la prova di come reggesse l´entente cordiale tra partiti che fino a ieri si sono combattuti aspramente. E è andata meglio del previsto». Quando poi sul tabellone elettronico dell´aula è apparso un sfavillio di lucine verdi - 464 si e 11 astenuti - Giarda ha sussurrato una battuta al vicino di banco, un ex ministro del Pdl: «È un bel segnale. Il giorno in cui ci sarà l´unanimità vorrà dire che noi tecnici avremo finito il nostro lavoro e potremo andare a casa». Intanto ieri sera il Cavaliere ha iniziato a stabilire con gli ex ministri del suo governo quale rapporto tenere con Monti per il futuro. Berlusconi immaginava di dar vita a un "gabinetto ombra", ma i suoi gli hanno spiegato che non sarebbe stato «appropriato». «Quello è uno strumento che si usa quando si sta all´opposizione, mentre noi Monti lo sosteniamo». Meglio dar vita a dei semplici gruppi di lavoro divisi per aree tematiche, per controllare l´operato dei nuovi ministri. «Sarete le nostre sentinelle», ha concluso il Cavaliere.