V. C., Il Sole 24 Ore 1/12/2011, 1 dicembre 2011
TASSO NEGATIVO PER IL BUND A UN ANNO
Alla fine ha chiuso poco sopra lo zero, ma per gran parte della seduta il Bund a un anno ha offerto un rendimento negativo. Cioè, se un risparmiatore avesse acquistato oggi il titolo tedesco alla scadenza avrebbe potuto affrontare la minusvalenza. Una situazione limite che può spiegarsi, soprattutto, attraverso due motivazioni. La prima è che, a fronte delle sempre maggiori tensioni sull’euro, gli investitori continuano a considerare il debito pubblico tedesco come un bene rifugio. La pressione in acquisto , giocoforza, fa salire il prezzo e schiaccia lo yield che, alla fine, cade addirittura in territorio negativo.
La seconda, invece, è legata all’intervento congiunto messo in campo ieri dalle sei banche centrali. Il taglio del saggio d’interesse dello swap sulla liquidità in dollari è stato, infatti, interpretato come l’indizio di una futura riduzione del costo del denaro in Europa. La Bce, cioè, potrebbe far scendere il tasso di riferimento (Refi) dall’attuale 1,25 all’1 per cento. Ebbene: visto che il rendimento dei titoli a breve è strettamente connesso con il Refi, ecco spiegata la corsa all’ingiù dello yield della scadenza a un anno. Questa situazione, peraltro, crea non poche tensioni in quel di Berlino, sia pure per motivi opposti a quanto avviene in Italia e Spagna. Il basso rendimento, che anche quando è positivo spesso non copre il costo dell’inflazione (al 3%), rende poco appetibile il debito pubblico tedesco agli occhi degli investitori. I recenti flop, sul fronte della domanda, delle aste di Bund sono lì a testimoniare questa situazione. L’eccesso di virtù evidentemente, alle volte, non paga.