Azzurra Della Penna, Chi, n. 51, 07/12/2011, pp. 50-54, 7 dicembre 2011
Christine Lagarde. Direttore del Fmi (prima donna). Alta un metro e ottanta. Ex campionessa di nuoto sincronizzato
Christine Lagarde. Direttore del Fmi (prima donna). Alta un metro e ottanta. Ex campionessa di nuoto sincronizzato. Al primo G8 cui partecipò, in qualità di ministro dell’Economia francese, si beccò subito il soprannome di… “Biancaneve e i sette nani”. E’ stata sposata (seconde nozze) con l’uomo d’affari britannico Eachran Gilmour e ha vissuto negli Stati Uniti. A Chicago, nel 1999, è stata nominata (prima donna anche in questo caso) a presidente del consiglio di amministrazione dello studio legale Baker & McKenzie (un colosso, i cui partner sono all’81 per cento uomini, che vanta oltre 3.550 associati, 69 uffici e sedi in 41 diversi Stati). Nata in Normandia, ha avuto un papà insegnante di inglese (rimase orfana a 17 anni) e una mamma maestra di scuola elementare, che le ha trasmesso l’amore per la cultura greca e per il latino. Si è laureata in legge all’università di Paris X-nanterre e, come prima grande occasione, ha trovato un lavoro a Washington come stagista presso il deputato William Cohen. Mentre la sua carriera piano piano prendeva il volo, le relazioni sentimentali andavano in pezzi: dal matrimonio con Wilfried lagarde (il suo cognome da ragazza è Lallouette) sono comunque nati due figli, Pierre –Henri nel 1986 e Thomas nel 1988. «Ho cercato di far capire loro che non possono pensare che una donna sia una serva, i miei figli sono in grado di stirare e di organizzare una cena. Tutte le donne dovrebbero insegnare ai loro figli il rispetto verso le altre donne, perché credo che in definitiva certi uomini non siano altro se non i figli delle loro madri». Oggi, dopo il secondo matrimonio, Christine ha un compagno, Xavier Giocanti, un piccolo imprenditore marsigliese di origini corse (sono insieme dal 2006). Paul Krugman, premio Nobel per l’economia, ha scritto di lei sul New York Times: «E’ seria, responsabile e giudiziosa. E questo è quello che mi preoccupa. Perché viviamo in un’epoca in cui la prudenza è considerata follia e la virtù è considerata vizio». Ha apprezzato invece poco l’aggettivo che le ha riservato il quotidiano Libération, che l’ha definita “elegante”, alludendo, però, a un tipo di persona appartenente all’alta borghesia e, per questo, distante dai veri problemi della gente. Christine ha risposto eliminando qualche gioiello di troppo dalla sue mise. […] Vegetariana, astemia e appassionata di yoga. Indossa quasi esclusivamente borse di Hermès. Tra le griffe, ha tre marchi di riferimento: Chanel, che considera il non plus ultra; il francese Armand Ventilo per il casual; l’inglese Austin Reed per i tailleur, che “non fanno una piega”.