F.C., Vanity Fair n. 48 7/12/2011, 7 dicembre 2011
SOLO DA NOI È TUTTO DIFFICILE
In Italia la cittadinanza si trasmette per discendenza (ius sanguinis): i figli di italiani sono italiani, i figli di stranieri sono stranieri, anche se nati sul nostro territorio. In questo caso, possono diventare italiani se lo chiedono, dopo aver compiuto 18 anni e prima dei 19, se dimostrano di aver vissuto qui con continuità. Una legge basata sullo ius soli permetterebbe loro di diventare italiani alla nascita, cosa che rende più facili gli spostamenti nell’area Schengen. Ecco, invece, che cosa succede negli altri Paesi.
STATI UNITI. La legge americana prevede sia lo ius soli che lo ius sanguinis. Sono cittadini degli Stati Uniti tutti i nati sul territorio americano, anche da genitori stranieri, e tutti i nati all’estero da genitori americani.
GRAN BRETAGNA. Per una legge del 1983, sono britannici anche i figli di genitori stranieri «settled», cioè che risiedono sul territorio del Regno Unito senza restrizioni sulla durata del soggiorno.
FRANCIA. I genitori stranieri di bambini nati in Francia possono chiedere per loro la cittadinanza al compimento dei 13 anni. Altrimenti, scatta automaticamente a 18 anni.
GERMANIA. Vige lo ius sangunis, ma dal 2000 i figli di genitori stranieri residenti da almeno otto anni possono avere la nazionalità tedesca alla nascita, per poi «confermarla» entro i 23 anni.