Giovanni Russo Spena-Aldo Grasso, Interventi&Repliche, Corriere della Sera 29/11/2011, 29 novembre 2011
SOCIETA’, RIFORME E PROTAGONISTI DEL ’68
Sul Corriere della Sera del 27 novembre, Aldo Grasso afferma che tra le tante, esiste anche la « Casta del Sessantotto » ; la quale è da lui posta in verità in buona compagnia di quella di Palmiro Togliatti. Ho la sgradevole impressione che si attacchino le persone per attaccarne le idee. Per quanto mi riguarda mi permetto 4 osservazioni. 1) Nel Settanta chiusi lo studio di mio padre, avvocato di rilievo, per « fare la rivoluzione » come scrive Grasso. Vinsi il concorso universitario e insegnai a lungo proprio per evitare di diventare politico di professione. Ricordo che lo stipendio di un parlamentare demoproletario corrispondeva al quinto livello del salario metalmeccanico. Era una scelta politica e di vita. 2) Credo di aver fatto qualcosa, nella mia fin troppo lunga vita parlamentare: forse migranti, detenuti, lavoratori, coloro che lottano contro le mafie ( chi si ricorda di Peppino Impastato?) lo sanno. 3) Comunque, in mille convegni e atti parlamentari ho sempre sostenuto la mia contrarietà ai cumuli pensionistici. La nostra proposta come partito, è di un tetto massimo di 5 mila euro per tutte le pensioni e il loro cumulo. Appoggiamo la proposta di legge dei Cobas. Se domani vengono aboliti i vitalizi anche per gli ex parlamentari sono l’uomo più felice del mondo. 4) Il mio partito, per regolamento, prevede che il 55 per cento degli emolumenti parlamentari vadano al partito per autofinanziamento e a riviste, associazioni, movimenti. Sia tranquillo Aldo Grasso: non ho affatto cambiato idea; anzi, il mio impegno per cambiare una società — che ritengo sempre più ingiusta— è sempre più appassionato.
Giovanni Russo Spena
Gentile Russo Spena, fiduciosi, siamo sempre in attesa delle grandi riforme che il ’ 68 ci aveva promesso. ( a. g.)