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 2011  novembre 29 Martedì calendario

MASSACRATO UN VOLONTARIO ITALIANO

Aveva scelto l’Africa nera, i bambini di Kiremba, sulle tormentate colline di quel Burundi che fu teatro dei sanguinosi scontri etnici fra hutu e tutsi. Dopo una vita trascorsa nella tranquilla periferia veronese, famiglia, tre figli, lavoro e stipendio sicuri, a 57 anni l’odontotecnico Francesco Bazzani aveva cambiato vita: volontario in un ospedale africano di confine come logista, cioè trait d’union fra Italia e struttura africana. Il suo sogno è durato un paio d’anni perché l’altro ieri sera Bazzani è stato ucciso. Una rapina, un colpo a bruciapelo ed è stata la fine. L’assalto armato è costato la vita anche a una suora delle Ancelle della Carità, Lukrecija Mamic detta Lucrezia, croata di 63 anni, mentre un’altra religiosa in servizio nella stessa missione, la sessantasettenne bresciana Carla Brianza, è rimasta gravemente ferita: cinque dita tagliate con due colpi di macete.
«Francesco voleva un’esistenza diversa, voleva dare di più — ha ripetuto ieri come un refrain Giovanni Gobbi, presidente dell’Associazione cooperazione missionaria (Ascom), la onlus laica per la quale l’odontotecnico aveva deciso di lavorare a zero euro —. Ed è proprio per dare di più che è morto». È successo tutto in mezz’ora. I due rapinatori sono entrati nel piccolo convento delle religiose con un escamotage: travestiti da operai. Hanno staccato la corrente elettrica e, nella penombra, hanno iniziato la razzia. Avvertito da una suora del problema elettrico, Bazzani è subito intervenuto per cercare di risolvere il problema. Si è trovato così coinvolto nella rapina ancora in corso. Un assalto violento. Nel tentativo di difendere la cassa suor Lucrezia è stata infatti freddata sul posto. I malviventi hanno poi preso in ostaggio Bazzani e suor Carla e si sono dati alla fuga usando un’automobile dell’associazione. Nel frattempo l’allarme era scattato. A un posto di blocco della polizia del distretto, il tragico epilogo. Vistosi spacciato, uno dei rapinatori ha sparato a Bazzani colpendolo al bacino. Poi ha puntato l’arma contro la religiosa, la quale ha avuto la prontezza di spostare la canna del fucile aggredendo come poteva il malvivente ed evitando lo sparo. È lì che suor Carla sarebbe stata colpita con il macete. Ma la fuga dei rapinatori ha avuto comunque le ore contate. La polizia del Burundi ha infatti arrestato i due killer verso le 13 di ieri, nei pressi di Marangara, un centinaio di chilometri a ovest di Kiremba. Secondo l’agenzia missionaria Misna si tratta di due giovani di 20 e 24 anni, uno studente e uno sbandato già noto agli agenti di Ngozi. Avevano in tasca il bottino: i 4 mila euro del convento. Uno sanguinava da una gamba per la ferita rimediata nello scontro a fuoco al posto di blocco.
A piangere Bazzani c’è la nuova compagna, Lucilla Volta, un medico dentista che con lui stava condividendo l’esperienza in Burundi. E ci sono i tre figli di 40, 34 e 32 anni e l’ex moglie, Claudia Persegati: «Con lui ho vissuto trent’anni molto belli. Francesco è sempre stato un generoso. Non mi aveva mai detto nulla dell’Africa». La sorella Rosanna lo sentiva di tanto in tanto: «Mi diceva "qui sono felice"». Gobbi, che ci parlava spesso, lo conferma: «Era preoccupato solo che non gli rinnovassimo l’incarico».
Andrea Pasqualetto