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 2011  novembre 29 Martedì calendario

PICCOLO IMPRENDITORE DI ME STESSO CON SOCIO IL FISCO

Mi occupo di comunicazione e da 11 anni ho intrapreso l’attività di imprenditore di me stesso. Nel senso che lavoro da solo, al massimo con un collaboratore. Negli anni precedenti, ho ricoperto vari incarichi nelle relazioni Esterne d’importanti aziende. Poi ho aperto una partita Iva, fatturo le mie prestazioni regolarmente, meno regolarmente sono pagato, ma questo è altro argomento. Non ho costituito una srl, perché non ne vedevo il motivo pratico e tuttora credo che non modifichi di un millimetro il mio status, il mio giro d’affari. Ho un patrimonio molto stringato, costituito da un appartamento, locato con un contratto regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate, dal mio lavoro come professionista, da un’utilitaria e uno scooter. Da qualche tempo mi accorgo che riesco a sostenere le mie spese con sempre maggiore affanno, eppure i miei clienti continuano a concedermi fiducia, anche il conduttore dell’appartamento continua a pagare il canone di locazione. Ma qualcosa non va. Eseguo bonifici in uscita senza sosta: per la locazione di un modestissimo ufficio, per il pagamento dell’Iva, per gli acconti Irpef, l’addizionale regionale e comunale, per le varie utenze – ahimè, posso continuare all’infinito – i contributi per la gestione separata Inps. Alquanto preoccupato, ho chiesto al mio commercialista di conoscere nel dettaglio quanto ammonta la mia pressione fiscale complessiva. E nel frattempo, mi sono anche confrontato con altri colleghi che in verità mi hanno consigliato Tizio o Caio, esperti nello svicolare dai meccanismi del Fisco. Svicolare è termine gentile e corretto ma leggasi evadere, dichiarare il falso. La mia cultura, la mia educazione non lo prevede. Mi sforzo di essere responsabile e contribuire, nel mio piccolo, a rientrare in quella categoria del contribuente/cittadino per bene. Ma purtroppo la pressione fiscale è del 68 per cento! Un’enormità: in sostanza, se guadagno 100 euro, 32 euro è il vero guadagno. Caro Presidente Monti, la mia stima nei suoi confronti è sempre stata elevata perché ho avuto molte volte il previlegio di seguire i suoi interventi in quel di Cernobbio e di leggere alcuni suoi scritti. Memorizzi quanto il quotidiano Il Sole 24 Ore ha deciso gentilmente di pubblicare. Perché come me, ce ne sono altri milioni.

Lettera firmata