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 2011  novembre 29 Martedì calendario

GRILLI VICEMINISTRO DELL’ECONOMIA

Lo standing internazionale non gli manca di certo. Nella sua recente veste di presidente del Comitato economico e finanziario dell’Unione europea, l’organismo cui spetta di promuovere il coordinamento delle politiche economiche, Vittorio Grilli, neo viceministro all’Economia ha cominciato a tastare dal vivo il polso dello stato attuale delle trattative per la nuova governance rafforzata. I processi decisionali in Europa sono complessi, spesso farraginosi: Grilli li conosce bene, e non solo. Di fatto, da direttore generale del Tesoro, sia con Tommaso Padoa-Schioppa sia con Giulio Tremonti ha seguito i più rilevanti dossier europei, dalla definizione di quell’embrione di coordinamento ex ante delle politiche di bilancio (il cosiddetto «semestre europeo») alla messa a punto dei nuovi e più stringenti criteri in materia di disciplina fiscale, per chiudere con le complesse trattative sulla costituzione e sul successivo potenziamento del fondo salva-Stati.

Grilli, attuale direttore generale del Tesoro, considerato un Ciampi-boy, rinuncerà al 70% dello stipendio. Sarà infatti in aspettativa come dg e percepirà solo lo stipendio da viceministro. Al Tesoro la collaborazione con Tremonti è stata intensa. A lui, per anni, l’ex ministro dell’Economia ha affidato il compito di seguire il «work in progress» dei principali temi all’esame dell’Eurogruppo e successivamente dell’Ecofin. A lui il compito di illustrare, punto per punto, in via preliminare ai giornalisti il contenuto delle discussioni o delle decisioni intervenute nelle lunghe sedute ministeriali a Bruxelles, oltre che nei principali vertici internazionali.

La competenza "europea" di Grilli è certamente un punto di forza per un governo tecnico presieduto da un ex commissario europeo del rango di Mario Monti. Grilli è direttore generale del Tesoro dal maggio del 2005. Alla poltrona lasciata libera da Domenico Siniscalco è giunto direttamente dalla Ragioneria generale dello Stato, che ha guidato per tre anni. Una carriera in Via XX Settembre, dove dal 1994 al 2000 è stato Capo della Direzione Analisi Economico-Finanziaria e Privatizzazioni. Precedentemente ha ricoperto la cattedra Woolwich di Economia Finanziaria al Birbeck College a Londra e, sempre nella capitale britannica è stato membro del Cepr di Londra e del National Bureau of Economic Research negli Stati Uniti. È stato «Woolwich Professor of Financial Economics» al Birkbeck College e professore al Dipartimento di Economia della Yale University.

L’interim del presidente del Consiglio al ministero dell’Economia affida alla nomina di Grilli come numero due una valenza ancor maggiore. Tra qualche mese potrebbe anche scalare alla posizione di ministro. Dossier internazionali e la crisi dell’eurozona in primo piano, evidentemente, ma anche la messa a punto della doppia manovra correttiva che il governo si accinge a definire. Il tutto, in stretto coordinamento con il ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio e con il capo di gabinetto Vincenzo Fortunato. Anche da questo punto di vista, Grilli può far valere l’esperienza maturata soprattutto a fianco di Tremonti nella definizione e scelta, in sede tecnica, delle misure da inserire nei menu delle varie manovre correttive varate dal 2008 a oggi.

Un ruolo eminentemente tecnico, il suo, che ora dovrà coniugarsi con le difficili mediazioni imposte dall’eterogenea coalizione che sostiene il governo.