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 2011  novembre 29 Martedì calendario

FRANCOFORTE STUDIA IL TETTO MASSIMO: OBIETTIVO 5%

Il 5 per cento. È questo, nella vasta gamma dei numeri girati ieri sul pallottoliere delle soluzioni alla crisi del debito sovrano europeo, quello che più di tutti ha attratto il mercato perché è sembrato, tra le cifre di ogni genere rimbalzate sui desk dei traders come palline impazzite di un flipper, il più realistico, cioè quello realisticamente più attuabile. Quel 5% si riferisce - in via per ora ipotetica perché non c’è nulla di confermato ufficialmente - al tetto massimo del rendimento dei BTp e dei Bonos spagnoli che verrebbe stabilito come obiettivo dalla Banca centrale europea nell’eventualità di un cambio di marcia nel Securities market programme.

Se, come il mercato si augura per non perdere l’ultima speranza, il prossimo 9 dicembre il Consiglio europeo dovesse definire nel dettaglio le nuove regole del gioco in Eurolandia per assicurare il rispetto del rigore di bilancio sul medio-lungo termine da parte di tutti i 17 Paesi nell’euro (con sanzioni, multe, perdita di sovranità e manovre imposte dall’alto per chi disattende gli impegni), questo nuovo impianto di norme consentirebbe alla Bce di potenziare gli acquisti di titoli di Stato italiani e spagnoli a media-lunga scadenza. Non si tratterebbe di aiutare Stati insolventi (Italia e Spagna sono saldamente - fino a prova contraria - nella categoria dei rating "A" perché non hanno problemi di insolvenza ma di liquidità), ma di assicurare il corretto funzionamento della cinghia di trasmissione della politica monetaria. Una cinghia che ieri appariva molto sfilacciata, se non addirittura rotta in alcuni punti. La Bce ha tagliato recentemente i tassi dall’1,5% all’1,25%, teoricamente una boccata d’ossigeno per un’economia italiana sull’orlo della recessione. Ma intanto il costo del denaro dai due anni a salire per lo Stato, le banche e le imprese italiane è lievitato drammaticamente, portandosi dal 7% in su. L’ultima asta dei BoT a sei mesi ha mostrato un tasso di assegnazione al 6,51% contro lo 0,614% dei BTf francesi semestrali collocati ieri e lo 0,01% del rendimento sul secondario dei titoli equiparabili tedeschi.

La Bce, stando alle ipotesi che circolano tra gli addetti ai lavori, potrebbe addirittura lanciarsi nell’annunciare un target sul rendimento massimo di BTp e Bonos, fissandolo al 5%, anche se qualsiasi tasso sarebbe bene accolto: questa operazione, infatti, sarebbe estremamente trasparente per un mercato abituato oramai a navigare a vista, avvolto da quasi due anni dalla fitta nebbia della crisi del debito sovrano europeo. La Bce sarebbe costretta ad aumentare la dose degli acquisti settimanali sul secondario (ancora ieri la conferma di poco più di 8 miliardi la scorsa settimana) ma il successo del 5% garantirebbe al bilancio Eurotower di mettere a segno un ottimo investimento, con mark-to-market positivo grazie ai prezzi in rialzo.

I numeri che non hanno convinto ieri, nella solita girandola delle voci e delle smentite, sono invece quelli collegati al Fondo monetario. L’Italia e la Spagna non hanno chiesto aiuti all’Fmi: se lo dovessero fare, non è escluso che rischierebbero automaticamente di essere catalogati tra gli Stati non in crisi di liquidità ma di insolvenza. E servirebbe una grande opera di comunicazione per spiegare il tipo di intervento ad hoc dell’Fmi. Il Fondo ora non ha 600 miliardi a disposizione per garantire la copertura delle aste a medio-lungo termine di Italia e Spagna nei prossimi 12-18-24 mesi: non ne ha nemmeno 400 e neppure 300. L’Fmi dovrebbe stravolgere il suo modo di operare, e anche in gran fretta (dal prossimo mese?), per prendere il posto del già decadente fondo salva-Stati Efsf: alla fine, se fosse la Bce comunque a fornire la liquidità necessaria all’Fmi o anche all’Efsf per aiutare Italia e Spagna a uscire dalle secche della crisi di liquidità, allora il mercato preferirebbe abolire i contorsionismi, allineando la Banca centrale europea a operazioni già note a tutti, quelle di Bank of England, Federal reserve e Banca del Giappone.