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 2011  novembre 29 Martedì calendario

La «città del sole» è oscurata dai debiti - Il Monumento al fotovoltaico, il primo in Italia,è l’orgoglio di Ma­nerba dal maggio 2009

La «città del sole» è oscurata dai debiti - Il Monumento al fotovoltaico, il primo in Italia,è l’orgoglio di Ma­nerba dal maggio 2009. L’albero con le grosse foglie rivestite di pan­n­elli solari campeggia sulla rotato­ria principale della cittadina in provincia di Brescia, poco meno di 5mila abitanti sulle rive del Gar­da. Ma purtroppo il luminoso futu­ro della «Città del sole»,come reci­tano i cartelli sparsi per le strade, è sprofondato nel buco nero dei de­biti. Il bilancio comunale ha un «rosso» di 3 milioni e mezzo di eu­ro. Per risanarlo ci vorranno 10 an­ni, a colpi di 500mila euro l’anno. Cattiva amministrazione, ge­stione «allegra» dei soldi pubblici o flop del sogno dell’energia rinno­vabile? Di fatto il progetto di «Ma­nerba comune più fotovoltaico d’Italia»si è rivelato un po’ troppo pretenzioso. Se è vero che la Pro­cura di Brescia ha aperto un’in­chiesta sul disastro finanziario della Manerba Investimenti, so­cietà nata nel 2005 e a totale parte­cipazione comunale, incaricata della realizzazione della rete sola­re (il sito internet è attualmente «in fase di aggiornamento»), che è stata messa in liquidazione. Si oc­cupava anche di altri progetti, co­me operazioni immobiliari e di ri­sanamento e dell’installazione di centraline d’allarme in città: tutti naufragati. «Non entro nel merito penale e civile della questione- ha dichiarato alle pagine lombarde del Corriere della Sera il sindaco, Paolo Simoni (Lega e liste civiche) -Mi limito a constatare che c’è sta­ta una gestione quanto meno di­sinvolta: i pannelli solari sono en­trati in funzione solo in minima parte, spesso per insipienza tecni­ca e hanno finito per essere sven­duti sottocosto». Isidoro Bertini, attuale consigliere provinciale del Pdl e primo cittadino all’inizio del Duemila, ha ribattuto che «i conti presentati sono tutti sballa­ti. La Manerba Investimenti, fin­ché siamo stati in carica noi, era in pareggio, se non leggermente in utile». Le disavventure di Maner­ba del Garda sarebbero dunque in realtà solo una vendetta politi­ca o una polemica strumentale. La nuova Città del sole era stata annunciata con orgoglio e aveva avuto risonanza nazionale. Gli ol­tre 40 impianti da installare sui tet­ti di 1.500 famiglie avevano anche superato, grazie a una sentenza fa­vorevole del Tar, l’ostacolo della Sovrintendenza che li giudicava antiestetici. E promettevano l’in­di­pendenza del comune dalle fon­ti di energia tradizionali, con gros­so risparmio economico per i con­ti municipali e per gli abitanti e in termini di emissione di anidride carbonica. Quella di Manerba in­vece è diventata una case history in negativo delle energie alternati­ve, che se maneggiate con poca cu­ra si rivelano un boomerang. Co­me è successo oltreoceano alla Solyndra, azienda californiana simbolo della green economy sponsorizzata da Obama- produ­ceva anch’essa pannelli solari ­ma finita in bancarotta. E pensare che nel maggio 2009 l’allora sinda­co di Manerba, Mariella Speziani, aveva parlato di «scelte coraggio­se e lungimiranti», di «una via che guardasse al futuro e lasciasse il se­gno »,di«filosofia ecologista di am­pio respiro» e di una Città del sole pensata per le generazioni future. Che ringraziano per il buco di bi­lancio.