FRANCESCA SCHIANCHI, La Stampa 29/11/2011, 29 novembre 2011
Che ruolo hanno i sottosegretari? - Ieri il Consiglio dei ministri ha nominato i 25 sottosegretari del governo Monti (e 3 viceministri)
Che ruolo hanno i sottosegretari? - Ieri il Consiglio dei ministri ha nominato i 25 sottosegretari del governo Monti (e 3 viceministri). Che ruolo hanno queste persone? I sottosegretari sono figure del governo che servono a coadiuvare i ministri nelle loro attività esercitando i compiti che vengono loro delegati. Possono intervenire, recita la legge, «alle sedute delle Camere e delle Commissioni parlamentari, sostenere la discussione in conformità alle direttive del ministro e rispondere ad interrogazioni e interpellanze». Non partecipano alle riunioni del Consiglio dei ministri, ad eccezione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio (nel governo Monti è Antonio Catricalà), cui sono affidate le funzioni di segretario del Cdm. Anche se è una carica non contemplata dalla nostra Costituzione, i sottosegretari sono stati presenti in tutti i governi repubblicani ed erano già previsti nell’ordinamento italiano da una legge del 1888. Chi li nomina? La nomina arriva tramite decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, di concerto con il ministro con cui il sottosegretario dovrà collaborare, sentito il Consiglio dei ministri. Il sottosegretario appena nominato presta giuramento nelle mani del presidente del Consiglio (mentre i ministri lo fanno nelle mani del capo dello Stato). È necessario essere parlamentare per poter essere nominato sottosegretario? No. I nominati sono spesso senatori o deputati, ma per esempio il sottosegretario più importante dell’ultimo governo Berlusconi, Gianni Letta, non è eletto in Parlamento. Come non lo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Monti, Antonio Catricalà. E nello scorso governo Berlusconi sedeva anche Daniela Santanché, anche lei sottosegretaria (all’attuazione del programma) senza essere parlamentare. Che differenza c’è tra sottosegretari e viceministri? Secondo la legge 81 del 2001 (che modifica l’art. 10 della legge n. 400 del 23 agosto 1988), non più di dieci sottosegretari possono essere nominati viceministri se vengono loro «conferite deleghe relative all’intera area di competenza di una o più strutture dipartimentali ovvero di più direzioni generali». I viceministri possono essere invitati dal presidente del Consiglio in Cdm, senza diritto di voto, per riferire su questioni legate alla materia loro delegata. C’è un numero preciso di sottosegretari da rispettare? C’è un tetto massimo di membri del governo da non superare. Un tentativo di mettere ordine nella materia è stato fatto nel 1999 con la cosiddetta legge Bassanini, che fissava a 12 il numero di ministri. Successive leggi hanno però nuovamente aumentato il numero, fino a quando con la Finanziaria del 2008, sull’onda della pressione per l’indignazione contro la casta, si è fissato in 60 persone il numero massimo di componenti del governo, comprendendo ministri, viceministri e sottosegretari. Quali sono stati i governi più abbondanti e quelli più snelli della nostra Repubblica? Tra i governi più numerosi c’è sicuramente l’ultimo esecutivo Prodi, in carica dal 2006 al 2008: contava complessivamente 102 componenti. Prima di lui si era avvicinato al record Andreotti nel 1991 con una squadra di 101 persone. Tra gli esecutivi più snelli, invece, il governo Berlusconi del 1994, con 65 membri, e il successivo esecutivo Dini, che contava su 60 persone. Quanto vengono pagati i sottosegretari? L’associazione Italia futura nel suo Osservatorio sui costi della politica ha riportato di recente i seguenti dati: indennità da sottosegretario, anche se non parlamentare, di 10.697,13 euro lordi al mese per dodici mensilità, più stipendio di 3.112 euro lordi al mese per tredici mensilità. Totale annuo lordo: 168.821,56 euro. Ci sono stati sottosegretari diventati poi presidenti del Consiglio? Sì, nella storia della nostra Repubblica è capitato più volte. Per fare solo qualche esempio: Aldo Moro fu sottosegretario agli Esteri dal 1948 al ‘50 nel quinto governo De Gasperi. L’attuale senatore a vita Giulio Andreotti, prima di diventare per sette volte capo del governo, fu chiamato nel ‘47 a ricoprire la carica di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Anche Giuliano Amato è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio (nominato nel 1983, capo del governo era Craxi). Mariano Rumor è stato sottosegretario all’Agricoltura prima di approdare a Palazzo Chigi, mentre Francesco Cossiga fu il più giovane sottosegretario alla Difesa, 38 anni, nel 1966, nel terzo governo Moro prima di arrivare alla guida del governo e poi al Quirinale.