GRAZIA LONGO, La Stampa 29/11/2011, 29 novembre 2011
Il serial killer con l’insulina - Non state ad arrovellarvi alla ricerca del movente, perché drammaticamente non c’è
Il serial killer con l’insulina - Non state ad arrovellarvi alla ricerca del movente, perché drammaticamente non c’è. Almeno non in apparenza. Il serial killer stavolta non è il personaggio di una fiction tv, ma un uomo crudele di 66 anni. Un infermiere arrestato per aver ammazzato in 10 mesi tra il gennaio 2009 e l’ottobre 2010 - ben 7 anziani, ospiti di una casa di riposo e sospettato dell’omicidio di altri 3. Lucido, metodico, spietato. Angelo di nome, ma non di fatto. Nato la notte di Natale, Angelo Stazzi ha ucciso, secondo l’accusa, per il gusto di uccidere. Forse spinto da un delirio di onnipotenza se, come si evince dalle intercettazioni, si sentiva «vicino a Dio», convinto di essere un «medico mancato, ne so molto più io dei dottori». Prima indeboliva gli anziani con un cocktail di psicofarmaci, poi li annientava con un’iniezione letale di insulina. In quantità 50 volte superiore alla norma, sicuro di scamparla perché l’insulina non lascia tracce nel sangue. Non per incassare donazioni o eredità, né per lenire la sofferenza di malati terminali. Killer seriale, appunto. E alla memoria s’impone un altro angelo della morte: Sonya Caleffi. Trentaquattro anni, infermiera all’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco, nel dicembre del 2004 confessò di aver provocato la morte di 6 pazienti per embolia, iniettando loro aria. Condannata a vent’anni, si è sposata nel 2010 con un detenuto a San Vittore. Angelo Stazzi, invece, giura e spergiura d’essere innocente. L’unica confessione - parziale secondo gli inquirenti- riguarda un altro omicidio. Quello della sua ex amante, anche lei infermiera, quando entrambi lavoravano al Policlinico Gemelli. Maria Teresa Dell’Unto sparì di casa nel 2001. Nel 2008 la sezione «cold case» della squadra mobile di Roma scoprì che aveva perso la vita per mano di Stazzi che la seppellì nel pollaio di casa sua. Un debito di 18 milioni delle vecchie lire all’origine di quel delitto. «Ma si è trattato di un incidente, mentre litigavamo lei è caduta, ferendosi alla testa». Le intercettazioni a cui Stazzi era sottoposto per quell’inchiesta hanno smascherato l’inferno che aveva portato nella tranquilla Villa Alex, a Sant’Angelo Romano. «L’assenza di un movente - osserva il capo della mobile, Vittorio Rizzi rende ancora più inquietanti i delitti». Ad insospettire gli investigatori - ma anche il personale della Casa di riposo che, intercettato, rilevava l’eccessivo numero di decessi - è stata innanzitutto la causa della morte. Forte calo ipoglicemico paragonabile solo a chi soffre di una forma di cancro al pancreas, dopo un momentaneo e improvviso stato di sonnolenza. Un anziano si è addormentato mentre pranzava, un altro a messa. Poi lo stato comatoso - in un caso anche di due mesi - e per quelle povere vite non c’era più nulla da fare. Dopo alcuni decessi, un’anziana ricoverata in coma all’ospedale è stata sottoposta agli esami del sangue. L’esito ha confermato i dubbi: c’era insulina in dosi 50 volte superiori al necessario. «E comunque non aveva bisogno - dice la figlia di Caterina C. -. Mia madre non soffriva di diabete, non aveva bisogno di insulina. Quell’infermiere ci aveva ingannati con i suoi modi gentili. Se è davvero stato lui ad uccidere merita una pena altissima». Nella sua casa a Montelibretti, l’angelo della morte custodiva come una reliquia, all’interno di una vetrinetta, un intero kit per la somministrazione dell’insulina. I difensori di Stazzi, gli avvocati Cistiano Pazienti e Cristiano Conte: «Respinge ogni accusa». Il 14 e 15 dicembre sono previste le udienze finali del processo per l’omicidio di Maria Teresa Dell’Unto. Per quel caso, la perizia psichiatrica evidenzia nell’infermiere «una condotta seriale e manipolatrice». Nella Casa di riposo Cristo Vive, intanto, restano 3 morti sospette e a Villa Gregna l’angelo della morte è stato fermato appena in tempo da un’infemiera, mentre stava per iniettare ad un anziano una dose fatale di insulina.