Léon Bertoletti, Libero 29/11/2011, 29 novembre 2011
IL SIGNOR DELLE CARAMELLE SI UCCIDE PER LA VERGOGNA
Il mondo di Ricola si tinge di giallo. Ma non c’entra l’involucro delle famose caramelle balsamiche alle erbe svizzere. Il colore è invece quello di un mistero: lo strano suicidio dell’amministratore delegato dell’azienda familiare elvetica creata a Laufen (pittoresca cittadina vicino a Basilea) nel 1924 e diventata nel tempo un marchio internazionale di successo. Adrian Kohler lavorava a Ricola da 25 anni: da otto rivestiva l’incarico di responsabile del settore operativo su mandato dei proprietari, la famiglia Richterich. All’alba di giovedì scorso ha deciso di togliersi la vita. Si è buttato sotto un treno regionale, il RegioExpress partito dalla stazione di Grenchen, alle sei del mattino. Kohler aveva 53 anni. Lascia la moglie e due figli già adulti. Le cause del suo gesto, che ha creato sconcerto e scalpore nella Confederazione, sembrano sempre più difficili da comprendere. La motivazione ufficiale appare a molti fragile e così l’enigma, di giorno in giorno, invece di chiarirsi si complica. Due giorni prima del dramma, martedì, nella sede di Ricola si svolge un consiglio di amministrazione infuocato. «Adrian informa i presenti di alcune irregolarità minori in ambito finanziario », riferisce il portavoce dell’azienda, Bernhard Christen. Kohler aveva pieni poteri nella gestione delle finanze societarie e carta bianca nelle operazioni contabili. In pratica confessa di essersi messo in tasca alcune centinaia di migliaia di franchi svizzeri. Certo briciole per ungruppocon un fatturato annuale di 300 milioni di franchi, 400 dipendenti e accordi per la coltivazione delle erbe offine indebita. E che il cda si conclude senza che vengano inflitte sanzioni: non una sospensione definitiva, tantomeno il licenziamento. E allora? Adrian Kohler godeva di ampia popolarità tra i dipendenti. Nel comunicato stampa emesso dopo la sua morte, la società lo ricordacome una persona che «ha curato l’azienda con la massima dedizione, assicurandole il successo». Dunque il caso resta aperto. Ieri il presidente di Ricola, Felix Richterich, ha dichiaracinali da utilizzare per produrre caramelle e tisane con circa 100 aziende agricole autonome in Vallese, nell’Emmental, nel Giura. Abbastanza, tuttavia, per minare un rapporto di fiducia consolidatosi negli anni; per perdere credibilità in un distretto, quello di Laufental, dove tutti si conoscono e il prestigio sociale resta ancorato alla buona condotta. Ma è proprio Christen a spiegare che la confessione dell’ad non è supportata da alcuna prova di un’appropriazio - to che il presunto importo degli ammanchi «è davvero insignificante per noi» e che le ragioni del suicidio «restano incomprensibili ». Secondo Richterich, «Kohler ha comunicato le irregolarità di sua spontanea iniziativa». Gli viene dato tempo fino a mercoledì per chiarire i fatti. Proprio quel giorno, gli amministratori decidono di revocargli il mandato. Soltanto temporaneamente, però. Infatti giovedì, l’ad e il presidente avrebbero dovuto incontrarsi per elaborare una strategia. Invece Richterich viene avvertito dalle polizia che Kohler è scomparso, probabilmente dalla notte. Una squadra di agenti e un gruppo di cani addestrati cominciano a perlustrare il territorio per rintracciarlo. Ma la segnalazione di un macchinista delle ferrovie elvetiche trasforma la ricerca della persona scomparsa nella constatazionedi un decesso e nell’identifi - cazione di un corpo. Una vittima della vergogna. Tutto qui?