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 2011  novembre 29 Martedì calendario

RIFIUTI, CONSULENTI E FRATELLI AFFOSSANO DE MAGISTRIS

C’è chi lo chiama l’eterno ritorno dell’identico. Un modo come un altro per dire che il nuovo corso di Napoli non è che sia così tanto nuovo. Per un Pisapia che non riesce a decidersi su come affrontare le domeniche anti smog e che comincia a perdere pezzi per strada, c’è un De Magistris sovrabbondante di annunci e dichiarazioni mirabolanti. A differenza del co-rivoluzionario meneghino, almeno lui ha un controllo scientifico dei suoi uomini, non foss’altro perché senza l’ex pm il 95% dei sostenitori coltiverebbero ancora il sogno di varcare Palazzo SanGiacomonel mezzo di verbose discussioni in sezioni di partito e ripetitivi cortei anti-qualcosa. Al centro di tutto c’è l’unica, vera, grande rogna di Napoli: la spazzatura. La stessa che in un primo momento doveva risolversi in 4/5 giorni (ripulire la città durante l’emergenza di inizio estate), che a dicembre avrebbe fatto registrare il 70% di raccolta differenziata (siamo al 18%), che il termovalorizzatore «non si farà mai finché ci sono io» e che «i rifiuti li porteremo all’estero così risparmiamo» come spesso è stato ripetuto. Ma è davvero così? Sembrerebbe di no, anzi, addirittura ci sarebbero le condizioni per una nuova emergenza: la chiusura di due discariche, unita al clima di incertezza degli imprenditori del settore che per due volte hanno disertato la gara per il termovalorizzatore (chi investirebbe 400milioni di euro sapendo che il potere locale si metterà di traverso?) determina un vuoto tecnico di gestione del problema. Nel quale si inseriscono le sanzioni dell’Ue in assenza di una sterzata poderosa: l’Italia ha tempo fino alla mezzanotte di domani per inviare alla Commissione Europea una risposta alla lettera di messa in mora per i rifiuti a Napoli emessa da Bruxelles il 29 settembre scorso. Cambio di rotta che difficilmente arriverà dal momento che Napoli si ritrova prigioniera di culture ambientaliste iperminoritarie. Oggi, a tutto questo, si aggiunge la possibilità che la magistratura contabile ficchi il naso nell’«operazione Olanda», cioè nell’intesa per trasferirvi 25mila tonnellate via mare. Dagospia ha intervistato Claudio Roveda, presidente della società provinciale per i rifiuti (la Sapna), secondo il quale sarà difficile giustificare l’affidamento diretto agli olandesi senza un’emergenza in corso. L’odore di un altro pasticcio è alle porte, per non dire che il minor costo del trasporto rispetto ai conferimenti in Italia, sembra un’altra delle boutade di ”giggi - no”. Per il resto, a parte il Napoli Calcio e la simpatica trovata del “Napo” (biglietto sconto da utilizzare in negozi convenzionati in favore dei cittadini virtuosi) sembra tutto come prima: nessunosi aspettava miracoli, il problema è il sindaco che continua a indicarli là dove non si vedono. Tra disoccupati inferociti per le prime mancate promesse, commercianti in strada contro la Ztl, ambientalisti e ‘giacobini’ allar - mati per l’America’s Cup a Bagnoli, imbarazzanti situazioni come quella del cachet da 200mila euro di Vecchioni per il Forum 2013, si incunea ora il “tengo famiglia” in municipio: nel senso di una cugina del sindaco, piazzata -a sua insaputa e grazie alla statistica (De Magistris dixit)- all’as - sessorato allo Sport, e un fratellofactotum a presidio di tutto a pochi metri dalla scrivania del sindaco. «Ma non chiamatemi Trota » è stata la “excusatio non petita” di Claudio De Magistris in un’intervista a Repubblica. «Sto in Comune a costo zero, sono pagato dall’Idv nazionale» ha detto. Senza rendersi conto di aver aggravato la situazione, identificando partito e istituzione in una sol cosa: suo fratello, per molto meno, avrebbe costruito indagini esplosive dinanzi a cose così. Ora fa il sindaco, ha battuto il record degli staffisti personali (sinora sono 18) superando lo stesso Obama: quel presidente Usa che a Natale avrebbe dovuto venire in visita a Napoli per vedere da vicino la rivoluzione arancione. E della qual cosa non si è più saputo nulla.