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 2011  novembre 29 Martedì calendario

NON SI TROVA LA SCRIVANIA DI TOGLIATTI DILIBERTO CONFESSA: «L’HO NASCOSTA IO»

Appena messo piede in via Arenula, l’ha cercata e non l’ha trovata. Ma lei, Paola Severino, neoministro della Giustizia, non si arrende. La scrivania di Palmiro Togliatti, suo predecessore nel 1945-’46, la vuole scovare a tutti i costi: «Èunsimbolo che fa parte della storia del Paese, è giusto che torni al suo posto». E presto potrebbe coronare il suo sogno: Oliviero Diliberto, l’ex ministro della Giustizia del governo D’Alema (1998-2000) che occultò la scrivania per paura che il forzista Marcello Pera, in predicato di succedergli incasodi vittoria del centrodestra, la mandasse al macero, è pronto a collaborare alle ricerche: «Andrò al ministero a prendere un caffèconla collega PaolaSeverinoeinsieme troveremo la scrivania di Togliatti. Di lei mi fido, so che la tratterà benissimo». A questo punto, come ogni giallo che si rispetti, è opportuno un passo indietro. All’esperienza di Diliberto a via Arenula. È al leader del Pdci, infatti, che si deve il recupero e il restauro del tavolo da lavoro del Migliore. «Quando sono arrivato al ministero, la scrivania l’ho fatta sistemare nella mia stanza. Non ho osato nemmeno sedermici», ha rivelato qualche anno fa. Poi, però, il governo D’Alema è stato costretto a passare la mano e, dopo l’esecu - tivo Amato, a trionfare fu la Casa delle libertà. Con Pera, candidato al ministero della Giustizia, che «disse che la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata quella di eliminare la scrivania di Togliatti». Ed è qui che entra in gioco l’abilità di Diliberto nell’occultare al “nemico” il prezioso cimelio. «La scrivania l’ho mimetizzata: l’ho fatta trasferire nella stanza di un funzionario del ministero, a sua insaputa», ha rivelato l’ex Guardasigilli. A sua insaputa perché «il funzionario che la sta usando non lo sa». Così Diliberto si è offerto di aiutare il nuovo ministro nelle ricerche: «Con Severino siamo colleghi all’università. Ho parlato con lei: se vorrà invitarmi per un caffè, le spiegherò qual è la scrivania di Togliatti». Non dovrebbe essere difficile scovarla. «È vicino allo studio del ministro », aggiunge Diliberto, che però avverte il Guardasigilli: «La scrivania è piccola, un po’ scomoda per lavorarci». Ma Severino è pronta a passarci su. Già adesso, rivela nel corso di un incontro informale coni giornalisti, nella «gigantesca stanza» che funge da ufficio del ministro non è che le comodità siano poi tante: «Ci si sente molto soli, e la sedia su cui siedo è di legno e con i braccioli. Quindi ogni volta che devo girarmi per rispondere al telefono la devo spostare tutta. Un po’scomodo». Quanto alle sue priorità nell’azione di governo, il Guardasigilli ne fissa tre: assicurare «efficienza e risparmio» alla macchina della giustizia; affrontare l’emer - genza carceri con «provvedimenti di carattere strutturale» invece che con l’amni - stia, e privilegiare quei temi che, in nome «dell’interesse della collettività», in Parlamento possano favorire «il dialogo e la condivisione».Leriforme, per ora,possono aspettare: «Siamo un governo a tempo, non possiamo pensare di portare a termine le riforme dei codici».