MICHELE BOCCI LAURA MONTANARI , la Repubblica 29/11/2011, 29 novembre 2011
La caccia a Leonardo che minaccia il Vasari - La caccia alla Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci parte con un duello fra studiosi e rallenta subito la sua marcia
La caccia a Leonardo che minaccia il Vasari - La caccia alla Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci parte con un duello fra studiosi e rallenta subito la sua marcia. L´affresco più misterioso della storia dell´arte italiana potrebbe essere nascosto nell´intercapedine di un muro del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio sotto un´opera del Vasari, "La battaglia di Scannagallo". Per cercarlo un team di ricercatori guidato da Maurizio Seracini, dell´Università di San Diego, avrebbe dovuto iniziare due giorni fa a perforare il dipinto dell´artista e storico rinascimentale alla ricerca di tracce lasciate da Leonardo. Ma qualcosa è andato storto. Con una lettera a sorpresa, Cecilia Frosinini, dirigente del settore restauro delle pitture murali dell´Opificio delle Pietre Dure, si tira fuori dalla ricerca condotta con un endoscopio e una telecamera di 8 millimetri e sponsorizzata dal National Geographic, che realizzerà un documentario sul lavoro. Teme i possibili danni all´affresco vasariano provocati dai fori sulla superficie, fino a 7 o 8: «È una questione etica, la mia missione è tutelare le opere d´arte, qui si fa un intervento invasivo sulla pittura», spiega. La dirigente lamenta anche lo scarso coinvolgimento dell´Opificio: «Non ci è stata data nemmeno una copia delle indagini scientifiche condotte». Così chiude la porta. Il lavoro del gruppo di Seracini doveva partire domenica scorsa e durare fino al 3 dicembre ma anche a causa della presa di posizione di Frosinini è tutto fermo. Forse oggi si parte con il primo esame endoscopico. Palazzo Vecchio assicura che non ci sono rischi. Il ministero, interpellato dalla soprintendente fiorentina Cristina Acidini, ha dato il suo ok informale all´operazione, fortemente voluta dal sindaco Matteo Renzi, che è stato anche negli Usa per prendere accordi con il National Geographic. In quell´occasione si decise di abbandonare l´idea di usare una macchina a raggi gamma per "guardare" dietro al dipinto del Vasari, "La battaglia di Scannagallo", perché si temeva di provocare danni importanti all´affresco. La tecnica è stata sostituita con l´endoscopia, che comporta l´inserimento della micro telecamera attraverso dei fori di circa due centimetri e mezzo da fare nelle zone dell´opera più rovinate, da crepe o cedimenti della pittura. Secondo Frosinini una tecnica invasiva come l´endoscopia potrebbe non essere appropriata per un´opera realizzata nel 1563, cioè 58 anni dopo la Battaglia di Anghiari. Un parere condiviso anche da Massimiliano Pieraccini, docente di Tecnica dei beni culturali a Firenze che nel 2003 mise a punto il radar utilizzato dallo stesso Seracini per esaminare il dipinto del Vasari. Fu proprio quel radar a scoprire nella parete una discontinuità, qualcosa che poteva essere compatibile con una intercapedine. L´intercapedine che nasconde l´opera leonardiana?