ANTONIO CIANCIULLO , la Repubblica 29/11/2011, 29 novembre 2011
E sul clima arriva il tradimento Usa "La legge di Obama frenata dal Senato" - ROMA - Gli Stati Uniti, nonostante il pressing di Obama, si sfilano dall´intesa per la salvaguardia del clima
E sul clima arriva il tradimento Usa "La legge di Obama frenata dal Senato" - ROMA - Gli Stati Uniti, nonostante il pressing di Obama, si sfilano dall´intesa per la salvaguardia del clima. Il Canada vuole spremere petrolio dalle sabbie bituminose nonostante l´alto impatto ambientale di questa tecnologia. Russia e Giappone passano la mano. Cina e India non accettano nessun impegno vincolante sul taglio delle emissioni serra. Così, sul fronte della battaglia contro il caos climatico crescente, l´Europa resta isolata proprio all´inizio del match più difficile, della conferenza Onu di Durban che rappresenta l´ultima data utile per mantenere in vita il protocollo di Kyoto che scade nel 2012. «I delegati di 190 paesi hanno due settimane a disposizione per trovare un accordo ma la sfida è quasi impossibile», spiega il ministro dell´Ambiente Corrado Clini. «La legge voluta da Obama per tagliare le emissioni serra è stata bocciata dal Senato a maggioranza democratica. E anche il secondo impegno sottoscritto dalla Casa Bianca alla conferenza di Copenaghen viene ora messo in discussione: quasi certamente Washington annuncerà la non disponibilità a versare la sua quota nel fondo di 30 miliardi annui, che dovrebbero diventare 100 dal 2013, per sostenere lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell´efficienza energetica nei paesi più poveri». A Durban è iniziato uno scontro politico che riflette il contrasto tra due sistemi produttivi. Da una parte le multinazionali che si contendono le ultime riserve di combustibili fossili. Dall´altra i capitali che vanno in direzione della green economy, dell´efficienza energetica, delle fonti rinnovabili. «Si tratta di dare spazio a questa nuova economia che sta crescendo ma che è frenata dalla grande quantità di sussidi pubblici destinati alle industrie dei fossili», ricorda Clini. «E infatti una delle possibilità in gioco a Durban è accelerare un processo iniziato dalla Banca Mondiale: spostare verso lo sviluppo sostenibile una quota dei 400 miliardi di dollari che annualmente vengono versati a vantaggio del petrolio, del carbone, del metano». La crisi economica costringe a scegliere: non ci sono più i margini per sostenere due modelli energetici in contrasto e la battaglia diventa feroce. Il ministro dell´Ambiente ricorda che, se il modello basato sui combustibili fossili non verrà frenato facendo pagare l´inquinamento prodotto, andremo incontro già a metà del secolo a un aumento di temperatura catastrofico, compreso tra i 3,5 e i 4 gradi: «A Durban faremo la nostra parte cercando di stimolare un accordo tra Cina e Stati Uniti basato su un´intesa settore produttivo per settore produttivo. In Consiglio dei ministri porterò un pacchetto di interventi sugli incentivi per le rinnovabili e l´efficienza energetica, sulla messa in sicurezza rispetto a frane e alluvioni e su un meccanismo per rilanciare parchi e riserve marine valorizzando il lavoro giovanile».