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 2011  novembre 28 Lunedì calendario

GLUTINE

Non solo celiaci i nuovi salutisti mangiano "free" - Sono tanti, aumentano costantemente, e hanno moltissimi parenti e amici. Il loro problema di salute è sempre più conosciuto, così il cibo prodotto per i celiaci finisce anche sulle tavole di chi sta bene. Gli alimenti senza glutine ormai non si trovano solo in farmacia ma anche nei supermercati e nei negozi dedicati al biologico. Il contesto spinge i consumatori a pensare di trovarsi di fronte a prodotti più sani.
Negli Usa il boom di questi prodotti è certificato e quantificato: più 33% in un paio d´anni per un giro d´affari di oltre 6 miliardi di dollari secondo il New York Times. Il 20% dei consumatori non sono celiaci e tra questi ci sono molti sportivi che evitano il glutine per avere prestazioni migliori. In Italia non ci sono dati di questo tipo ma la crescita del mercato è confermata dagli esperti.
Da Naturasì, uno dei giganti della distribuzione del cibo bio nel nostro Paese, vedono molte persone che si avvicinano a alimenti come pasta e dolci senza glutine con la ricetta del medico che certifica la celiachia. Poi arrivano anche i loro amici. «E a parte i cibi pensati apposta per chi è malato - dicono dalla catena - sta crescendo molto il consumo di farine non tradizionali, che vanno bene per i celiaci ma piacciono anche a chi non ha problemi, come quella di amaranto, di miglio o di quinoa».
Il boom del cibo senza glutine non riguarda solo quello che finisce nel carrello della spesa. L´Aic, associazione nazionale celiaci, nell´ultimo anno ha dato il certificato di "gluten free" a 2.213 ristoranti, il 43% in più del 2010. Gli alberghi sono saliti del 14% (ora sono 404) e le gelateria del 9% (382). «Abbiamo messo l´elenco di questi locali sul nostro sito - dice la presidente di Aic, Elisabetta Tosi - È consultato sempre di più anche da chi la pasta la può mangiare. Perché ogni intollerante o celiaco ha parenti, amici, che una volta scoperto il ristorante buono e affidabile, che prepara con più cura i piatti ci tornano».
Da minoranza chiusa in casa a pranzo e cena i celiaci sono diventati negli ultimi tempi una risorsa, un obiettivo per ristoratori e gestori di alberghi che anche in rete pubblicizzano i cibi sicuri a loro destinati. Adesso che la loro dieta interessa anche a chi non ha il loro problema, l´offerta sta crescendo a ritmi ancora più serrati.
I dati più recenti sulla celiachia in Italia sono di pochi giorni fa. Nel giro di 4 anni le persone con una diagnosi di questa malattia sono raddoppiate, salendo a 122mila. Si stima però che in molti non sappiano di essere intolleranti al glutine. Visto che la diffusione del problema è valutata intorno all´1%, le persone colpite nel nostro paese dovrebbero essere 600mila.
La distribuzione dei casi varia in modo consistente a secondo della regione, principalmente a causa del numero degli abitanti. Quella con più cittadini celiaci è la Lombardia (che ospita il 15,3% dei malati italiani), seguita da Lazio (11,2) e Campania (11). Le donne colpite dalla sindrome, che ha una componente autoimmune, sono il doppio degli uomini.