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 2011  novembre 29 Martedì calendario

Carlo di Windsor e Camilla Parker Bowles Windsor, 9 aprile 2005, sabato Oggi finalmente l’uomo che un giorno porterà la corona d’Inghilterra impalma la sua amante storica Camilla Parker Bowles

Carlo di Windsor e Camilla Parker Bowles Windsor, 9 aprile 2005, sabato Oggi finalmente l’uomo che un giorno porterà la corona d’Inghilterra impalma la sua amante storica Camilla Parker Bowles. Lo fa in tono minore, certo, rispetto alla solennità del suo primo matrimonio, quello con Diana Spencer. Ma lo fa: e si vede che è ancora innamorato, si vede che la matura signora al suo fianco è la donna della sua vita: un’antifavola - la loro - che ribalta i luoghi comuni; […]. Tutti […], come il principe Carlo del resto, ieri erano a Roma, in Vaticano, al solenne funerale di papa Giovanni Paolo II […]. Un matrimonio incastonato in mezzo a due funerali. Le nozze erano state fissate per ieri, ma le esequie del papa le hanno fatte slittare di un giorno, invalidando la data già stampata sulle tazze commemorative, sui souvenir, sulle monete; l’altro funerale sarà venerdì, quando gotha e capi di Stato convergeranno a Montecarlo per l’ultimo addio al principe Ranieri, morto tre giorni fa. Povera signora Parker Bowles,[…]. «Sia lode! Sia lode! Sia lode al Signore della grazia!» Ecco che l’arcivescovo Rowan Williams esorta il futuro re e la sua tenace amante storica, entrambi divorziati, ad ammettere i loro peccati e a implorare di poterli espiare. L’erede al trono si umilia, china il capo e assieme a Camilla legge a voce alta le parole di purificazione dal Libro delle preghiere: «Riconosciamo e lamentiamo i nostri molti peccati che, di tanto in tanto, abbiamo dolorosamente commesso in pensieri, parole e atti, contro la maestà divina, provocando giustamente la Tua ira e la Tua indignazione contro di noi». […] Il capo spirituale della Chiesa anglicana finalmente li benedice: «Carlo e Camilla, siete alla presenza di Dio come marito e moglie, per dedicargli la vostra vita comune, perché Egli consacri il vostro matrimonio e vi dia la forza di mantenere la promessa che avete fatto solennemente». Tre quarti d’ora di inni, canti, preghiere in inglese medievale. La regina siede a un metro di distanza dalla sposa, nei lignei banchi del coro, e riesce a non guardarla in faccia neppure una volta. […] Capolavoro di diplomazia far somigliare quest’anomala cerimonia a vere nozze religiose, con il loro carisma di ufficialità. L’inno Immortale, invisibile Dio che gonfia la navata è fra i più solenni. Le suites della Water Music sono quanto di più regale si possa suonare davanti a sua maestà: […]. E il luogo prescelto per il rito, la cappella di San Giorgio nel castello di Windsor, […] il sancta sanctorum della corona. Un parterre davvero molto misto quello salito al castello: […]. Ottocento persone; fra loro, impeccabile in tight e in tuba, Rowan Atkinson, in arte Mister Bean, […] grande amico dello sposo. E poi il sarto Valentino, il cantante Phil Collins, l’attore shakespeariano Kenneth Branagh. Costantino di Grecia, Felipe di Spagna, Haakon di Norvegia. E il primo marito di Camilla, Andrew Parker Bowles, sorridente e rubizzo, accompagnato dalla nuova moglie Virginia. […] La sposa, 58 anni, uno più di Carlo, è in lungo, con un accenno di strascico: non è démodé, neppure antica, è semplicemente fuori dal tempo, e in questo è molto più affine alla regina di quanto non fosse l’elegantissima fashion victim Diana. Il suo vestito, ieratico e solenne, potrebbe stare in piedi da solo: è grigio argento ricamato con fili dorati, cinque tonalità d’oro diverse, e collo da regina Grimilde. Niente griffe italiane o francesi per lei, l’abito è uscito dall’atelier delle non famosissime sarte londinesi Antonia Robinson & Ann Valentine. Assai noto invece il «cappellaio matto» che ha firmato il suo coraggioso copricapo: Philip Treacy, prediletto da star trasgressive come Madonna e da Marilyn Manson, che per Camilla ha ideato una sorta di corona di spighe, o forse di aculei, che da lontano assomiglia a un istrice acciambellato sulla testa. Ottimo lavoro invece ha fatto la corte di truccatori, parrucchieri, image makers, che hanno tramutato la ex sciatta Camilla-Godzilla, come la chiamava Diana, in una sorridente icona di femminilità matura e vincente. Il dentista che ha sbiancato e incapsulato il suo nuovo sorriso. Il dietologo che le ha fatto perdere sei chili. Il chirurgo plastico virtuoso dei ritocchi light. La make-up artist Julia B, la stessa di Elizabeth Hurley, che ha creato questo impalpabile trucco non-trucco. Il parrucchiere che è riuscito a cotonarla senza invecchiarla. Grazie alle nuove mèches dorate l’ex rottweiler - così l’apostrofava Diana - è stata promossa a golden retriever, […]. La funzione si chiude sulle note trionfali di God Save the Queen. La sposa riacciuffa il bouquet minimalista di fresie bianche e gialle di cui si era rapidamente sbarazzata e al braccio del suo stagionato principe azzurro si avvia verso l’uscita, sfilando davanti a un Tony Blair […]. L’ultimo gesto prima di lasciare la chiesa è l’inchino alla regina: una genuflessione secca, burocratica, fulminea. Una volta sul sagrato gli sposi vengono salutati da un educato applauso da parte della piccola e selezionata folla dietro le transenne: con la destra Camilla stringe la mano a chi vuole farle le congratulazioni […] e con la sinistra regge saldamente il cappello-istrice che il vento gelido minaccia di sradicare. Una signora le regala un ferro di cavallo portafortuna: «Ti servirà», le dice. Niente bacio fra lei e Carlo per la foto-ricordo. […] Molto più riservata la cerimonia, a porte chiuse, delle nozze civili, svoltasi poche ore prima, a mezzogiorno e mezzo, nel disadorno ufficio del registro nel municipio di Windsor, fuori dal castello […]. […] Camilla si è presentata vestita di bianco (anche se il comunicato ufficiale parla di abito «color ostrica»), con uno spolverino semplicissimo, appena sotto al ginocchio, e un tubino dal collo smerlato, in testa un cappello-meringa bordato di pizzo color avorio, firmato dal solito Treacy; niente fiori in mano bensì una più pratica pochette in tinta. […] I royal watchers non si stancano di sottolineare quanto assomigli - due gocce d’acqua - a Miss Mabel Anderson, l’adorata bambinaia che accudiva Carlo quando era piccolo. […] Dura una ventina di minuti in tutto il rito civile, disertato dalla regina, nella sua qualità di capo della Chiesa anglicana, e dal principe consorte. […] Gli altri parenti stretti, i fratelli, i cognati in carica, i nipoti, sono tutti presenti; come testimoni gli sposi hanno scelto ognuno il figlio primogenito, dunque per Carlo il principe William: […]. I neo sposi salutano i fotografi e si allontanano a bordo della stessa automobile su cui sono arrivati: una Rolls Royce Phantom del 1962 graziosamente messa a disposizione da sua maestà, mentre gli altri royals, ospiti e parenti, venticinque in tutto, prendono disciplinatamente posto su due pulmini noleggiati all’uopo. […] Poche ore prima erano state depositate nell’ufficio al municipio di Windsor tre obiezioni scritte contro queste nozze così speciali: tutte e tre sono state respinte. Una, sollevata dal vicario di Feltham, Paul Williamson, accusa la regina di essere stata inadempiente: «Ha violato il voto dell’incoronazione con cui si impegnava a preservare la dottrina della Chiesa d’Inghilterra nel momento in cui ha consentito il matrimonio civile di due divorziati». […] Eppure la regina, nel breve discorso che ha tenuto in serata durante il ricevimento nuziale, è sembrata sdoganare definitivamente la discussa figura di Camilla Parker Bowles: « Carlo ha superato ostacoli terribili, sono molto fiera e gli faccio i miei auguri» […].